Via Feltrino abbandonata sporca e piena di pericoli

I residenti protestano e chiedono interventi al Comune: scenario da terzo mondo Chiuso da mesi il cantiere per la bretella che collega lo stadio a via Capestrano
CHIETI. Chieti Scalo è abbandonata a se stessa. Basta farsi un giro, ad esempio, lungo via Amiterno fino ad arrivare allo stadio. Per non parlare della zona di via Feltrino: il cantiere messo su per la realizzazione della strada che dovrebbe collegare lo stadio Angelini fino a via Capestrano è ancora fermo, da mesi.
Il tempo lì, evidentemente, si è fermato e lo scenario è, ancora una volta, da terzo mondo. Arriviamo di fronte alle sbarre che delimitano l’area dei lavori e quel che vediamo sono fossati pieni zeppi d’acqua nei quali scorrono dei tubi. La vegetazione prolifera e le più disparate forme di vita ci ronzano attorno.
È questa una delle situazioni che i residenti del quartiere si trovano a vivere quotidianamente: «Da decenni aspettiamo la realizzazione della viabilità prevista dal piano regolatore di Chieti, precisamente di una strada che dallo Stadio Angelini raggiunga via Capestrano, passando davanti alla farmacia comunale. Sarebbe un sollievo per le persone anziane e per i malati. I lavori sarebbero dovuti finire ad aprile» sbottano alcuni cittadini.
Continuiamo la nostra passeggiata. Lungo viale Abruzzo mancano segnaletiche e strisce pedonali, i marciapiedi sono distrutti dalle radici degli alberi che li costeggiano e le perdite d’acqua a causa delle tubature rotte proliferano. Poi bisogna scongiurare il pericolo della pioggia, perché quando piove i tombini intasati dalla vegetazione si intasano e la strada si allaga.
E per non farsi mancare nulla si aggiungono le automobili che lì sfrecciano a tutta velocità: «Molti, soprattutto anziani, fanno fatica ad attraversare. Cosa dobbiamo ancora aspettarci?» dicono altri residenti. Ci dirigiamo verso via Amiterno. Mentre camminiamo non possiamo fare a meno di notare la piazza vicina sempre a via Feltrino: quello che fu luogo di ritrovo per residenti e non, quando lì si organizzavano manifestazioni e feste di quartiere, è diventato oggi un parcheggio abbandonato: «Agli angoli delle strade ci sono innumerevoli tipi di rifiuti, persino pneumatici abbandonati. Molti vengono qui, consumano alcol, spesso extracomunitari, e lasciano i rifiuti per terra. Abbiamo trovato anche siringhe, nel bel mezzo delle sterpaglie che proliferano» proseguono esasperati sempre gli abitanti della zona. Arrivati in via Amiterno facciamo fatica a evitare le sterpaglie sui marciapiedi, la “pista ciclabile” della strada è diventata un altro parcheggio.
Per non parlare di una storica casa di terra completamente abbandonata, situata su un lato del vialone: «Qui si consuma un delitto nei confronti dell’archeologia teatina» dice un alto abitante del posto.
Ancora, giunti di fronte allo stadio Angelini, dopo aver superato stabilimenti abbandonati e ciò che resta di aree sportive destinate al tiro con l’arco, un’altra giungla appare: i cordoli della strada sono sommersi dall’erba sempre più alta: «Qui proliferano anche colonie di gatti, che di certo non giovano alla salute pubblica. Questa zona di Chieti, in cui ci sono poli universitari e impianti sportivi, è abbandonata. Che immagine diamo a chi arriva da fuori città?» protestano ancora i residenti.
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