Via i frati, scatta anche la petizione online

Guardiagrele. Già raccolte centinaia di firme: «La decisione di trasferirli ferisce un’intera comunità»
GUARDIAGRELE. «I frati non si toccano». Guardiagrele vuole che restino nell’antico convento cittadino, fondato nel 1599.
Il messaggio, chiaro anche nelle parole, sarà nuovamente riportato al ministro provinciale dei frati minori, padre Matteo Siro, con una petizione on line organizzata dai fedeli, con la quale si chiede al religioso di revocare la sua decisione di trasferire altrove il parroco, padre Luca Di Panfilo, e il suo confratello padre Marcello Graziosi.
I due addii potrebbe determinare anche la chiusura del convento.
Nel documento, già nelle prime ore sottoscritto da centinaia di cittadini, i parrocchiani evidenziando l’importanza rappresentata dalla presenza dei frati nella cittadina, sottolineano tutto ciò a cui la comunità sarebbe costretta a rinunciare nel caso di una loro partenza. Nelle scorse settimane, erano scesi in campo anche il sindaco Donatello Di Prinzio e suoi otto predecessori.
«Innanzitutto», rimarcano i fedeli, «ci dovremmo privare del loro sostegno spirituale e morale: non avremmo più la possibilità di partecipare alle sante messe che quotidianamente vengono celebrate al convento e, nelle festività, anche nella chiesa di Madonna delle Grazie e in quella di San Leonardo».
«Come se non bastasse», si legge ancora nel documento, «sparirebbero tutte le attività dell'Ordine francescano secolare, della Gioventù francescana, del gruppo di preghiera di Padre Pio, degli scout, del coro parrocchiale, dei gruppi sportivi e degli altri diversi sodalizi».
I fedeli evidenziano poi che non ci sarebbe più la possibilità di utilizzate il convento per ritiri spirituali da parte della Diocesi, della parrocchie, delle comunità religiose e dei gruppi scout.
Nel periodo natalizio, tutti dovrebbero rinunciare ad ammirare l’artistico e antico presepe con le sue preziose statuine e le sacre rappresentazioni della passione di Cristo.
Con questa ennesima iniziativa i fedeli guardiesi, che si sono detti già pronti a recarsi all’Aquila a presidiare la Curia provinciale dei Cappuccini, sperano adesso di far cambiare idea al padre provinciale e aspettano una revoca della sua decisione di trasferimento dei frati di Guardiagrele.
«Ci auguriamo», concludono i fedeli, «che da buon francescano, con umiltà, capisca le nostre istanze e non continui a mantenere con ostinazione la sua posizione che tanto ferisce la nostra comunità».

