Via il gazebo per la concessione scaduta Lo sfogo del barista: «Non sono moroso»

LANCIANO. Una sequenza di bollettini e le relative ricevute di pagamento e poi il cartello: «Ho dovuto smontare il gazebo perché mi è scaduta la concessione, non perché non ho pagato». È stato...
LANCIANO. Una sequenza di bollettini e le relative ricevute di pagamento e poi il cartello: «Ho dovuto smontare il gazebo perché mi è scaduta la concessione, non perché non ho pagato». È stato “costretto” a riempire la vetrina e l’interno del suo locale Fabio Baccile per far capire, a clienti e cittadini, che è in regola con le tasse e che non ha smontato il gazebo per morosità. Ma per la scadenza della concessione, tra l’altro già riottenuta. La lotta del Comune contro le attività non in regola ha portato diversi bar e locali a smantellare, dietro ordinanza, pedane, gazebo e fioriere. Chi moroso, almeno 4 esercizi, e chi per adeguarsi al nuovo regolamento dehors, per l’uso di strutture mobili (tavolini, sedie, ombrelloni) davanti a bar, ristoranti e pizzerie. «Ricevevo offese gratuite perché ho sempre pagato», dice Baccile mostrando le ricevute di pagamento degli ultimi 5 anni, «sia la Tosap (tassa occupazione suolo pubblico, ndc), bollettini da 453 euro, sia la concessione comunale, altri 2.130 euro. Ho anche rimesso tavoli e sedie perché ho di nuovo la concessione e ringrazio per la celerità l’ufficio commercio. Se fossi stato moroso non l’avrei riavuta subito. Ho pagato tasse, anche il gazebo tolto, nonché i nuovi ombrelloni, quindi non accetto offese». Baccile ha anche già presentato alla Soprintendenza alle Belle arti il progetto per le nuove coperture color avorio, per il quale attende ancora il via libera. (t.d.r.)

