Via l’erbetta e le porte Addio all’ex campo dove nacque la Virtus

31 Gennaio 2020

È cominciato lo smantellamento di un pezzo di storia locale L’assessore Verna: l’altro impianto di Re di Coppe è pronto

LANCIANO. Rotoli di erba accantonati a bordo campo. Panchine a terra, porta e recinzione tolte. È iniziato lo smantellamento del campo di calcio Esposito. I lavori nel “Parco Valente” sono ora arrivati a toccare la parte più dibattuta, quella del campo che inizialmente, nel 2016, doveva essere spostato mentre poi si è passati allo smantellamento per fare posto all’arena dei grandi eventi. E nei rotoli d’erba è finita anche una parte della storia cittadina.
LA STORIA. Il rettangolo di gioco ha sfiorato i 100 anni. È stato intitolato nel 2008 ad Enrico Esposito, goleador della Pro Lanciano negli anni ’60 e ’70, ma è stato il primo campo di calcio di Lanciano, quello dove la Virtus ha giocato i primi campionati ufficiali negli anni 20 e che ha accolto grandi e piccini fino al 22 dicembre scorso, con l’ultima partita ufficiale disputata dai giovanissimi regionali della Virtus Lanciano contro la Virtus Vasto. Secondo quanto riporta il giornalista Andrea Rapino nei libri dedicati alla storia della squadra cittadina “Le radici e la passione”, il circolo sportivo Virtus Lanciano giocò la prima partita il 18 luglio 1920 a Villa delle Rose. Ed è sempre “alla pista” che la Virtus disputò iò primo campionato ufficiale 1925. Nel 1927, poi, il campo si arricchì con le tribune, i gradoni attuali. «Resta il principale impianto di calcio della città fino alla costruzione del campo dei Littori nel 1933, dove attualmente c’è il tribunale», dice Rapino, «e poi a fasi alterne ha accolto partite ufficiali, e sempre quelle “minori”. Giocò alla pista la Pro Lanciano nel 1965, quando furono avviati i lavori per il palazzo di giustizia, e fino all’inaugurazione dello stadio ai Cappuccini nel 1969. A causa dell’indisponibilità del Cinque Pini, la pista venne riutilizzata saltuariamente negli anni ’80, e sfruttata a pieno regime da formazioni giovanili e amatoriali». Lo è stata fino al 22 dicembre scorso.
L’EREDITÁ. Sono due campi, Re di Coppe e Di Meco, a ricevere il testimone dell’Esposito. «Sul campo di Re di Coppe su cui abbiamo investito 100.00 euro», precisa l’assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna, «le squadre si stanno allenando. Più in là faremo l’inaugurazione ufficiale perché ci sarà anche l’intitolazione ad Esposito. L’erba sintetica invece andrà al Di Meco, a Santa Rita, e sarà sistemata tra maggio e settembre». Spazi per il gioco con la palla ci saranno nel Parco Valente, in un ulteriore lotto di lavori. «È stato avviato lo smantellamento della parte centrale del campo che ospiterà il camminamento verso l’ex Torrieri», precisa Verna, «per sistemare gli impianti e ultimare i gradoni. Poi la demolizione sarà totale per avere la piazza per i grandi eventi».
LE PROTESTE. Le prime sono arrivate dagli oltre 400 ragazzi che vi hanno giocato e dai genitori che avevano chiesto di spostare il campo verso il parco giochi. C’è stata una petizione con oltre 300 firme e un corteo. Ma il Comune è andato avanti appoggiato anche dai cittadini che invece consideravano l’Esposito un campo non sicuro. Ora anche le polemiche, assieme ai 100 anni di storia, sono finite tra i rotoli di erba accantonati ai bordi di quello che fu, il campo di Villa delle Rose.
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