Via Verde da completare, Di Nardo: nessun progetto

Ortona. Il consigliere di centrodestra: da Castiglione solo annunci e niente fatti Nel mirino i lavori sui tratti Ripari di Giobbe-Lido Riccio e Lido Riccio-Postilli
ORTONA. Non c’è traccia di progetti per terminare i tratti di Via Verde tra Ripari di Giobbe e Lido Ricco e da qui a Postilli: è quanto sostiene il consigliere di opposizione Angelo Di Nardo, che per questo ha presentato un’interrogazione urgente in consiglio comunale.
«L’amministrazione del sindaco Leo Castiglione ha un’abilità senza pari nel fare annunci non seguiti dai fatti», accusa Di Nardo, «così anche per i lavori che riguardano il tratto della Via Verde a nord di Ortona, che dovrebbe collegare la città a Francavilla». Il capogruppo di centrodestra in consiglio comunale ricorda che «più volte è stato ribadito da funzionari locali e da esponenti della Regione e della Provincia che per la realizzazione delle opere esiste adeguata copertura finanziaria. Ci sono stati studi e sopralluoghi per arrivare a mettere a punto le elaborazioni progettuali, ma tutto è clamorosamente fermo», lamenta Di Nardo, «mentre la fondamentale scadenza del passaggio del Giro d'Italia si avvicina».
Il consiglio di minoranza sottolinea che «a novembre è stata Cristiana Canosa, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, a dichiarare ai giornali, in riferimento ai lavori, che “la gara può partire entro due settimane, è un’opera strategica”. Ma non c’è un documento che sia uno ad accompagnare questa dichiarazione, né traccia di atti formali sottoposti o da sottoporre all’esame del consiglio comunale».
Quindi con la sua interrogazione Di Nardo chiede di conoscere «quale sia lo stato del procedimento o lo stato di avanzamento del progetto, o dell’affidamento dei lavori per terminare il tratto compreso tra i Ripari di Giobbe e il Lido Riccio della Via Verde, e del tratto Lido Riccio-Postilli». Il consigliere chiede poi «quali siano i tempi previsti affinché tali tratti siano resi fruibili agli utenti tutti col consequenziale riscontro economico e sociale che ne deriverebbe per gli operatori turistici e per la cittadinanza ortonese. Purtroppo sappiamo per esperienza che riceveremo soltanto parole», conclude Di Nardo, «ma vista l’importanza per la nostra città, questa volta ci piacerebbe davvero ammettere, di fronte a risultati concreti, di aver sbagliato a pensar male».
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