Via Verde, i lavori inizieranno a gennaio
L’annuncio di Pupillo al convegno sulle ciclovie: «Grande opportunità ma serve unione tra gli enti»
LANCIANO. «A gennaio 2017, se non ci saranno intoppi, inizieranno i lavori». Il presidente della Provincia Mario Pupillo si sbilancia sull’avvio dell’agognato cantiere della Via Verde della Costa dei trabocchi, la pista ciclopedonale di 42 chilometri che si snoderà sull’ex tracciato ferroviario da Ortona a Vasto. Lo fa al termine del convegno “Piste ciclopedonali e modelli di sviluppo. La Via Verde e la pista ciclabile della riviera dei fiori”, svolto a Palazzo degli Studi e nel quale, dal confronto con la pista di Sanremo, 24 chilometri lungo la riviera ligure, è emerso che queste vie non sono semplici infrastrutture, ma portano economia, ricchezza e turismo se ben sfruttate. «Per ogni euro speso per la pista ne rientrano 4, dopo uno o due anni», dice Pupillo, «ma per farla fruttare serve unione, collaborazione con tutti i Comuni dell’entroterra e della costa. E questa rete c’è. Bisogna però partire con i lavori. Giovedì c’è la conferenza dei servizi per eventuali modifiche al progetto, poi, tra progetto esecutivo e tempi tecnici, contiamo di avviare il cantiere a gennaio».
«Giovedì avremo il parere degli enti interessati», aggiunge l’architetto della Provincia che segue la pratica, Valerio Ursini, «potrebbero arrivare integrazioni al progetto aggiudicato dalla Ati di imprese che fa capo alla Cogepri, dopo il bando europeo da 15.271.000 euro. Si faranno le integrazioni e si passerà alla validazione del progetto definitivo, alla firma del contratto e, se non ci saranno ricorsi, alla consegna dei lavori». Che prevedono interventi su 42 chilometri di un tracciato lasciato dalle Ferrovie nel 2005 e che conta sette gallerie e ponti. «Nelle gallerie verrà realizzata la pavimentazione e saranno attrezzate con idonea illuminazione», precisa Ursini, «e dotate di telecamere che garantiranno la sicurezza degli utenti della pista. Ci saranno 13 accessi, non solo quelli di Ortona e Vasto che delimitano il tratto. Ma mancano due punti: due chilometri di pista a Torino di Sangro e le ex stazioni ferroviarie. A Torino di Sangro c’è una forte erosione che richiede un progetto diverso. Per le stazioni bisogna precisare che la Provincia ha acquisito le aree a San Vito, Fossacesia, Torino di Sangro e Vasto, ma non gli edifici che saranno oggetto di un intervento a parte che richiede altri fondi». Poi bisognerà occuparsi della gestione, che è fondamentale visto che prevede anche la manutenzione della pista. Ma il primo passo è far partire, dopo 12 anni di attesa, il cantiere.
Teresa Di Rocco
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