Via Verde interrotta in tre punti «Tempi lungi per completarla»

10 Febbraio 2022

È allarme per il percorso nel tratto vastese della Costa dei trabocchi tra zone franate e blocchi Spadaccini: «Deve essere una priorità finire i lavori, a Punta Aderci il tracciato è troppo rischioso»

VASTO. Il tratto che attraversa la riserva naturale di Punta Aderci, il nuovo tracciato alternativo alla zona industriale di Punta Penna, oltre al collegamento tra piazza Fiume e la pista ciclabile di Vasto Marina. Sono i nodi ancora da sciogliere per completare e rendere fruibile la Via Verde, la grande infrastruttura ciclabile in corso di realizzazione lungo l’ex tracciato ferroviario e che, a distanza di tre anni dall’appalto dei lavori ad una associazione temporanea di imprese con capogruppo la Cogepri srl di Guardiagrele, è ancora un cantiere. Con l’avvicinarsi della primavera e delle belle giornate che invogliano all’utilizzo della bicicletta, cresce l’attesa di turisti e cittadini per una Via Verde completamente fruibile. Anche le associazioni sportive si augurano che, al più presto, la pista ciclopedonale possa essere percorsa senza interruzioni lungo tutto il tracciato di 42 chilometri.
«Io credo che la priorità debba essere quella di completare la pista nella sua interezza», sostiene Antonio Spadaccini, presidente del Ciclo Club di Vasto, «a sud di Torino di Sangro, a parte l’ interruzione per la nota frana di località Dragoni, il percorso di fatto non esiste né a Casalbordino marina, né al porto di Vasto. Inoltre nei cinque chilometri di attraversamento all’interno della riserva naturale di Punta Aderci la ciclopedonale risulta transitabile solo in mountain bike ed ultimamente è più adatta a cavalli e cinghiali che a uomini sportivamente attivi».
Per Edmondo Laudazi (Il Nuovo Faro), le criticità ancora esistenti rischiano di rimanere irrisolte ancora per lungo tempo a causa della prematura scomparsa dell’architetto Valerio Ursini, considerato il “padre tecnico” della Via Verde. «Risulta evidente che, dal momento in cui verranno trovate le necessarie risorse economiche ci vorranno almeno tre anni per ultimare il tracciato ciclabile», osserva l’ex consigliere comunale, «non dobbiamo dimenticare che nel tratto già transitabile, da Vasto Marina a Vignola, restano da affrontare i problemi delle infrastrutture di servizio lungo l’intero tracciato e della manutenzione ordinaria delle opere realizzate in contesti geografici molto fragili. Non si può infine non ricordare che deve essere concretizzato il progetto generale di acquisizione e di progettazione degli interventi per il recupero di tutte le vecchie stazioni ferroviarie dismesse sul tracciato della Via Verde, formalizzando le modalità di utilizzo di tali manufatti. Preoccupa, inoltre, il fatto che non sia stata ancora formulata una ipotesi economico finanziaria dei costi della futura gestione e dei necessari servizi di supporto con il rimando ad un organismo unitario di gestione dell’intero tracciato che assicuri l’uniformità di trattamento delle aree e le corretta valorizzazione economica e funzionale del brand della “Costa dei trabocchi della Provincia di Chieti”», conclude Laudazi.