Via Verde, la Regione frena sulle ex stazioni: «Non ci sono i fondi»

31 Gennaio 2021

I sindaci chiedono finanziamenti per l’acquisto degli edifici ma Campitelli prende tempo: «Bilancio in crisi, è difficile»

LANCIANO. Da un lato il bilancio regionale in difficoltà per l’emergenza sanitaria, dall’altro la disponibilità della Provincia ad acquistare di tasca propria le ex stazioni. La giunta regionale frena sul proprio impegno diretto nel finanziare la trattativa con Ferrovie, che i Comuni della Costa dei trabocchi intendono portare avanti in prima persona. La riunione di venerdì sera, a Pescara, tra i sindaci e il presidente Marco Marsilio (presenti gli assessori regionali Nicola Campitelli e Daniele D’Amario e il presidente della Provincia, Mario Pupillo) si è chiusa ancora una volta con l’impegno a trovare una soluzione che accontenti tutti. Ma l’obiettivo dei Comuni resta al momento lontano. A nome dei colleghi di Vasto, Casalbordino, Torino di Sangro, Rocca San Giovanni, San Vito e Ortona, il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, ha ripercorso la storia della Via Verde e ribadito la decisione «di acquistare le aree dismesse residuali perché i Comuni hanno un ruolo di pianificazione del proprio territorio. Con i Comuni proprietari delle vecchie stazioni e la Provincia della Via Verde, si potrà creare un consorzio per la gestione. Si tratta di finanziare un’opera che porterà economia, occupazione e ricchezza a tutto l’Abruzzo».
«La Regione ha già stanziato 10 milioni per la Via Verde e sono in ballo altri due finanziamenti ministeriali», spiega l’assessore Campitelli, «ma non possiamo dare risposte nell’immediato. Cercare i soldi per le ex stazioni nel bilancio regionale, in ginocchio causa Covid, non è semplice. E poi perché scartare l’opzione della Provincia, che questi soldi li ha già? Non abbiamo tuttavia chiuso le porte: ci siamo dati appuntamento per approfondire meglio anche il bilancio e capire se può esserci qualche possibilità».
«Ritengo la riunione di venerdì un passo indietro», è duro il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, «la Via Verde riempie la bocca di tanti ma senza la necessaria determinazione per arrivare in tempi rapidi alla sua conclusione e gestione. Avevamo chiesto alla Regione di finanziare l’acquisto delle ex stazioni da dare in gestione ai Comuni, ma apprendiamo che la Provincia intende acquistare le stesse esonerando la Regione dal relativo onere. Ci lamentiamo del fatto che la Provincia sia oramai un ente ibrido, falcidiato dalla riforma scellerata degli ultimi anni, ed oggi la stessa vuole acquistare gli immobili per farci cosa? Per gestirli come? Non è lo stesso ente che lamenta spesso il fatto di non avere risorse e personale per gestire scuole e strade? Perché non dare le ex stazioni ai Comuni, che ne manterrebbero la gestione pubblica a vantaggio della collettività?». «Regione e Provincia devono prendere una decisione», ribadisce Francesco Menna, sindaco di Vasto, «è improponibile passare altre stagioni estive con questo cazzotto nell’occhio. Come sindaci a breve ci convenzioneremo e chiederemo un incontro ufficiale a Ferrovie. Se la Regione vuole ascoltarci, passerà alla storia per aver messo la firma a un’idea vincente perché unisce turismo gastronomico, ambientale, sportivo. Altrimenti, noi sindaci andremo avanti con le nostre idee».