Via Verde, un comitato raduna 60 associazioni

19 Dicembre 2020

LANCIANO. È nato il coordinamento “Tutela delle Vie Verdi d’Abruzzo (TU Vi.V.A.)”, che in poco più di una giornata ha raggiunto 60 adesioni di associazioni, comitati e operatori economici. Il...

LANCIANO. È nato il coordinamento “Tutela delle Vie Verdi d’Abruzzo (TU Vi.V.A.)”, che in poco più di una giornata ha raggiunto 60 adesioni di associazioni, comitati e operatori economici. Il movimento ha come primo obiettivo di far sì che la Via Verde della Costa dei trabocchi non sia snaturata a suon di cemento e che le ultime aree verdi rimaste sulla costa abruzzese restino tali.
«Vogliamo aprire un luogo di confronto a partire dalla Via Verde Costa dei trabocchi», dicono gli organizzatori, «ma con una visione più ampia». Le richieste, già esplicitate insieme ai dubbi sulla bozza di regolamento di gestione approntata dalla Provincia, sono di «avviare un percorso condiviso con il territorio; rispettare e attuare integralmente la legge regionale 5/2007; mantenere pubblica la gestione del corridoio verde. Tutti gli operatori economici e sociali», precisa il coordinamento, «devono poter accedere a un progetto unitario coerente di sviluppo, con chiari limiti temporali e spaziali di utilizzo dello spazio pubblico e vincoli legati alla tipologie di attività che si vogliono sviluppare, nell’ambito di un’idea forte e unitaria del territorio».
E ancora le richieste di «analizzare e valutare altre forme di collaborazione pubblico/privato in una ottica di gestione, che possa garantire in modo più adeguato il perseguimento dell’utilità pubblica, oltre a permettere il maggior coinvolgimento di giovani; individuare una visione strategica di sviluppo, tutela e promozione della Costa dei trabocchi, anche in relazione alla connessione con le aree interne; effettuare un’analisi e raccolta di dati statistici e di censimento, a più livelli, dai quali partire al fine della pianificazione e della regolamentazione del territorio; esplicitare vincoli chiari che definiscano la sostenibilità e l’ammissibilità delle attività consentite». (s.so)
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