Vietato ai disabili l’ingresso di via Milano

Ospedale: resta con le scale uno degli accessi più frequentati dagli utenti. Protesta il Tdm
LANCIANO. Vietato l’accesso ai diversamente abili. Che le barriere architettoniche ci siano ancora è già di per sé un limite di civiltà, ma che ci siano in un ospedale fa quanto meno riflettere. Accade all’ospedale Renzetti all’ingresso pedonale di via Milano e nella palazzina della Ortopedia-chirurgia. L’area principale di accesso per i pedoni infatti è senza rampe. Ha solo una fila di scalini. «Sono rimasto sbalordito», racconta un uomo di Lanciano in carrozzina, «mi hanno accompagnato con l’auto lasciata nel parcheggio di via Milano, dove ci sono posti per disabili. Sono arrivato al cancello e mi sono trovato le scale. Ho dovuto fare il giro ed entrare dal lato del Cup». Altra zona ad ostacoli per il marciapiede presente solo per un tratto; per i lavori in corso e per il fatto che c’è una sola corsia, al momento, per il cantiere del Pronto soccorso, percorsa dalle ambulanze che rientrano in ospedale e dai mezzi che devono andare al Pronto soccorso. E l’uomo ha rischiato anche di essere investito perché per raggiungere il laboratorio analisi ha percorso senza possibilità di alterative la rampa di uscita dal Pronto soccorso quando stava facendo manovra un mezzo. Spaventato e poi arrabbiato, l’uomo se l’è presa col vigilante, che cercava di aiutarlo e ha protestato al Tribunale per i diritti del malato (Tdm).
«La segnaletica e la viabilità interna sono uno dei problemi di cui discuteremo con l’azienda a breve», dice Nicola Di Pasquale, del Tdm, «ci sono molti cantieri ed è un bene per l’ospedale che si facciano i lavori, ma ci sono limiti nei percorsi interni».
Uno dei limiti è dato proprio dal cantiere fantasma dei lavori che ridisegnano la viabilità interna e i parcheggi. La rete arancione che indica le strade ha i ferri arrugginiti e anche divelti in alcuni tratti visto che ci sono dall’aprile scorso. I parcheggi per i diversamente abili sono pochi e spesso occupati perché alle carenze del presidio si aggiunge, spesso, la mancanza di senso civico degli utenti. Oltre all’ingresso pedonale c’è un’altra barriera architettonica che si può aggirare solo passando dentro alcuni reparti del Renzetti e solo se si conosce la “strada”. Nella palazzina che ospita Ortopedia, Cardiologia e Chirurgia c’è la rampa esterna per l’accesso ai disabili ma chi è sulla sedia a rotelle può entrare solo in Ortopedia.
Teresa Di Rocco
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