Vigilantes nei locali e chiusura anticipata

19 Giugno 2021

Tre attività del centro unite contro movida sfrenata e abuso di alcol, appello al Comune: subito un incontro

LANCIANO. No a drink dai prezzi popolari, che sarebbero più accessibili ai giovanissimi, una guardia giurata a vigilare tra i tavoli e la chiusura anticipata nel fine settimana. Sono le misure anti-movida “sfrenata” adottate da alcuni locali del centro città, che non ci stanno a finire sotto accusa, indiscriminatamente, nel dibattito su minorenni ed alcol. Un tema tornato prepotentemente all’attenzione dell’opinione pubblica dopo il caso della quindicenne soccorsa in piazza Plebiscito sabato scorso e finita in ospedale dopo aver bevuto alcolici. Anche se quello dell’abuso di alcol è un problema che riguarda un po’ tutte le fasce di età.
«Prima del Covid non c’era questa situazione esasperata», dice Fabiana Catinari, titolare del Cati Cafè su corso Trento e Trieste, «per questo avevo chiesto un incontro al sindaco, per parlare dell’emergenza Covid, ma mi è stato disdetto all’ultimo momento. Già dal primo fine settimana di zona bianca (dal 7 giugno in Abruzzo, ndc) abbiamo visto qual era l’andazzo e abbiamo deciso di chiudere un’ora prima». Bottiglie di vetro e bicchieri di plastica abbandonati per terra e sui muretti, schiamazzi e liti che sfiorano la rissa. Così, anche per evitare spiacevoli situazioni, i gestori di Cati Cafè, Il pastore abruzzese e la Perla nera hanno deciso, di comune accordo, di chiudere le porte dei locali alle 2, invece che alle 3, mentre durante la settimana il servizio ai tavoli termina già verso l’una. I tre locali della zona centrale del Corso si sono affidati, già dallo scorso anno, alla vigilanza privata per gestire ingressi e uscite e far rispettare le norme anticontagio.
«Sul problema dell’alcol ai minorenni non si può generalizzare», rimarca Fabiana Catinari, «noi chiediamo sempre i documenti, anche se ci rendiamo conto fin dall’ordine se abbiamo a che fare con ragazzi giovanissimi: chiedono bevande molto alcoliche e fuori orario. Poi a volte vengono con le buste della spesa, nelle quali ci sono gli alcolici comprati nei supermercati, oppure fanno ordinare da bere da un altro tavolo e poi scambiano i bicchieri. Accusare un locale è facile, ma noi gestori dobbiamo stare dietro a tutte queste situazioni, oltre a dover lavorare per mandare avanti l’attività in questo periodo difficile». Per questo, per tornare a lavorare serenamente, rilanciano l’appello per un incontro con le istituzioni. (s.so)