Vigilanza ai servizi sociali «Mai soli e non armati»

4 Ottobre 2018

Diffida del sindacato di polizia municipale Csa a sindaco e comandante dei vigili «Vogliamo lavorare in coppia, con sistemi di protezione e anche con le pistole»

LANCIANO. No all’utilizzo degli agenti della polizia municipale in servizio di vigilanza al settore Politiche sociali se non in coppia, armati, adeguatamente formati o dotati di dispositivi di protezione individuale come lo spray antiaggressione. È la diffida inviata dal sindacato provinciale Csa Regioni autonomie locali, dipartimento polizia locale, al sindaco Mario Pupillo, al responsabile del servizio prevenzione e protezione, al comandante della polizia municipale Guglielmo Levante in merito alla vigilanza che gli agenti stanno facendo dal 1° ottobre ai Servizi sociali. Un’attività da assicurare in attesa che il Comune faccia la gara per affidarla all’esterno, visto che è prevista la vigilanza armata del settore per garantire l'incolumità del personale e degli utenti delle politiche sociali dopo le aggressioni avvenute negli uffici. Un paradosso per il sindacato e per il gruppo di opposizione Libertà in Azione. «È oltre il paradosso e siamo d’accordo con gli agenti», dice il consigliere Riccardo Di Nola, «quando chiedono chiarezza. Non è possibile che l’amministrazione comunale pretenda che i vigili, non armati, facciano un servizio che invece sarà affidato a breve a personale esterno armato».
Gli agenti vogliono garantire protezione, ma farlo in sicurezza e in modo adeguato. Non come si sta facendo ora con un vigile presente nelle ore di apertura al pubblico da solo e senza armi. «Si violano le leggi così», fa notare il sindacato nella diffida, «alcune norme del codice civile tanto che è legittimo il rifiuto dell’agente ad espletare il servizio di vigilanza da solo e senza dispositivi di protezione».
Inoltre, se dovesse accadere qualcosa agli agenti, ne risponderebbero direttamente sindaco, datore di lavoro e comandante sia a livello amministrativo e sia penale. «Tutti dobbiamo fornire alla città e ai cittadini i servizi di cui hanno bisogno», dice Bernando Bernabeo, responsabile provinciale del Csa Regioni autonomie locali, «ma dobbiamo farlo nel rispetto delle regole». «Da parte di tutti», aggiunge Tonia Paolucci, consigliera capogruppo di Libertà in Azione, «l’amministrazione comunale deve proteggere chi ogni giorno è al servizio della cittadinanza senza discriminare nessuna divisa. In questo caso, a rigore di logica e non di politica, non è così. Come si può mandare un agente che per servizio ha tolto un minore a una famiglia, a fare sicurezza proprio in quel settore senza protezioni? Lo si espone a un rischio. Non si può andare avanti con il personale addetto alla sicurezza dei cittadini costretto a operare senza alcun tipo di armamento necessario in primis per la propria incolumità. Noi proponiamo infatti di armare solo gli agenti che sono sul territorio, in strada».
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