Vigili urbani con zero riposi «Almeno a casa la domenica»

12 Febbraio 2021

Organico carente (15 unità per 34mila abitanti), Covid-19 e mansioni a non finire «Per avere qualche giorno di tregua è meglio non lavorare nei giorni festivi»

LANCIANO. È più che mai sotto pressione il comando di polizia municipale di Lanciano. L'estrema carenza di organico, di cui il Centro ha scritto già nelle scorse settimane, non consente più nemmeno le turnazioni su sette giorni. Il personale è sfibrato. Se prima le pattuglie a disposizione per una città di 34mila abitanti, «nei giorni fortunati», come aveva evidenziato il comandante Guglielmo Levante, erano al massimo due, una la mattina e una al pomeriggio, negli ultimi giorni spessissimo si può contare su un'unica pattuglia. Durante il turno mattutino accade, per problemi di turni, ferie, malattie, personale che non può lavorare in strada o che deve svolgere mansioni di front-office o andare nei vari uffici amministrativi, non ultimo quello del giudice di pace, che non si riescano più a coprire nemmeno i servizi di regolazione del traffico davanti le scuole Umberto I, Mazzini e Eroi Ottobrini. Gli agenti a disposizione sono appena 15, al minimo storico cittadino. A complicare il tutto il Covid-19 che ha pesato non poco sul comando di via Ercoli.
E a soffrire di questa grave carenza di organico, oltre che i servizi offerti ai cittadini e dunque i cittadini stessi, sono gli agenti della municipale. In questi giorni al comando sta circolando un documento, sottoscritto all'unanimità dagli agenti, che sarà sottoposto al comandante Levante e al sindaco Mario Pupillo per la richiesta di sospensione dell'erogazione del servizio di polizia locale nei giorni domenicali e nei festivi infrasettimanali. «Con i nostri diversi ruoli e mansioni, unitamente ai colleghi statali e sanitari», si legge nel documento, «siamo stati i primi ad essere chiamati ad affrontare un'emergenza di enorme portata che ha inciso non solo sui carichi di lavoro e sulla stanchezza fisica, ma anche sulla nostra salute psicologica. Si è lavorato e si sta lavorando tutt'ora, in condizioni di grandissimo sacrificio, cercando di mantenere lucidità di analisi, di giudizio e di intervento».
L'effetto “sorpresa” dell'emergenza sanitaria, il prolungato lockdown di marzo e i controlli a tappeto che ne sono scaturiti, l'impatto generato sui cittadini, l'assenza di adeguate dotazioni sanitarie nella prima fase dell'emergenza, ha posto il comando «nella condizione di vivere in maniera straordinaria e repentina tutti i disagi organizzativi, fisici e psicologici da cui siamo afflitti anche in condizioni ordinarie, ma in maniera più diluita nel tempo».
Il rischio burnout, ossia lo stress psicofisico dovuto da una situazione professionale percepita come logorante, tra gli agenti della municipale, si fa quindi concreto. Il carico di lavoro degli ultimi mesi, associato alla carenza di personale, avrebbe inoltre ridotto anche drasticamente il confronto tra agenti e cittadini, a loro volta provati da emergenza sanitaria e crisi economica.
«Siamo uomini, non robot», avvertono i vigili. Di qui la necessità di poter riposare nelle giornate domenicali e festive infrasettimanali, per poter «recuperare lo stress accumulato nell'ultimo anno e alimentato nel corso di settimane che si fanno sempre più lunghe e logoranti, soprattutto quando si susseguono settimane in cui spesso i turni di riposo saltano del tutto».
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