Villa confiscata e poi restituita Menna: noi senza responsabilità

L’immobile prima assegnato a una comunità per minori e poi tornato ai proprietari dopo una sentenza Sulla vicenda c’è una denuncia penale per il Comune: mancata conservazione e integrità della struttura
VASTO. La lussuosa villa di via dei Bontempi confiscata 11 anni fa ai proprietari, continua ad essere al centro di una battaglia giudiziaria senza esclusione di colpi fra il Comune (l'ente a cui era stata affidata) e gli eredi della famiglia Bevilacqua. Dell' immobile sono rimaste intatte solo le pareti esterne. Il Comune, che nulla ha preso e nulla ha fatto all'interno dell'edificio, ritiene di non avere alcuna responsabilità e risponde alla diffida inviata da uno dei legali dei proprietari , contattando l'Agenzia nazionale dei beni confiscati alle mafie e la Corte d'appello dell'Aquila.
«È una vicenda», spiega il sindaco Francesco Menna, «di cui si sta occupando l'ufficio legale del Comune. Dialogheremo con l'Agenzia nazionale dei beni confiscati alle mafie e con i giudici della Corte d'appello dell'Aquila. Bisogna infatti capire quale perimetro di diritti la sentenza istituisce e fino a dove l'azione legale dei ricorrenti può arrivare. Non si esclude che l'avvocatura comunale e l'ufficio patrimonio consegnino un fascicolo al procuratore nazionale antimafia, Giovanni Melillo».
Menna è sicuro di non aver nuociuto ai ricorrenti. La controparte non è a d’accordo, al punto d'aver presentato una denuncia penale contro il sindaco o chi avrebbe dovuto tutelare la villa durante la temporanea confisca. Al Comune i Bevilacqua contestano l'articolo 388: mancata osservanza dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria che disponeva anche la conservazione e l'integrità dell'immobile. Sono in corso perizie per accertare le condizioni della villa e l'eventuale danno prodotto da chi l'ha occupata per un periodo di tempo. Contestualmente all'azione penale, i Bevilacqua hanno avviato anche un'azione civile affidandosi all'avvocato Cristiano Bertoncini.
La villa di via fu confiscata nel 2011. Stimata un milione di euro, dal 2014 era nella disponibilità del Comune, ma nel 2019 l'ente l'aveva concessa a una società del Nord come centro di accoglienza per minori. Dopo una lunga battaglia giudiziaria, il 26 aprile dello scorso anno la Corte d'appello dell'Aquila ha accolto le argomentazioni degli avvocati Giuseppe La Rana, Fiorenzo Cieri e Danilo Leva, revocando la confisca e ordinando la restituzione dell'immobile ai richiedenti nella sua integrità. Il 12 agosto la villa è tornata ai proprietari. Il Comune ha ricevuto le chiavi della villa dalla coop che gestiva nell'immobile una Casa famiglia per minori e le ha riconsegnate ai proprietari. I Bevilacqua lamentano la mancanza di arredi ed effetti personali oltre all'abbattimento di muri.
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