Villa, laghetto con l’acqua sporca: nuova lite dopo le analisi della Asl

Sindaco e assessore mostrano il referto: «Non c’è inquinamento, abbiamo sempre detto la verità» Ma l’opposizione replica: «L’azienda sanitaria obbliga il Comune a intervenire per tutelare la fauna»
CHIETI. Scoppia una nuova lite tra l’amministrazione comunale e l’opposizione dopo la pubblicazione dei risultati delle analisi eseguite dalla Asl sulle acque verdi e melmose del laghetto della villa comunale, diventato terreno di scontro politico.
Dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto: «Dall’analisi del campione per la ricerca di cianobatteri, eseguita dal laboratorio nazionale di riferimento per le biotossine marine, non sono emersi livelli di microcistine e di altre cianotossine preoccupanti per la salute dell’uomo e degli animali. Quanto alla testuggine della specie Trachemys scripta prelevata nel corso del sopralluogo, le analisi non hanno evidenziato la presenza di lesioni riconducibili a malattie infettive e diffusive pericolose per l’uomo e per gli altri animali». Primo cittadino e assessore proseguono: «Le acque del laghetto non sono inquinate, a confermarlo sono organi tecnici di controllo. Speriamo che questa risposta serva a evitare allarmismi che non sono utili alla soluzione del problema e che ingenerano solo una narrazione della situazione condizionata da altro. L’amministrazione sulla situazione è attiva da mesi, non è un problema di facile soluzione, lo abbiamo sempre detto, ma ci siamo attivati e lo stiamo risolvendo. Il laghetto sconta problemi di funzionamento: abbiamo infatti prima cercato di recuperare la pompa di alimentazione del ricircolo dell’acqua e poi deciso di sostituirla, cosa che avverrà a breve».
Ma la presidente di Chieti Viva Rita Di Falco e il capogruppo in consiglio comunale Giampiero Riccardo attaccano: «La Asl certifica nero su bianco la mancata manutenzione del laghetto di Nettuno da parte dell’amministrazione comunale. Gli esami sono stati eseguiti su una singola carcassa di tartaruga e su un campione delle acque. Se da una parte sulla singola tartaruga non sono emerse “lesioni riconducibili a malattie infettive e diffusive pericolose per l’uomo e altri animali”; dall’altro la Asl certifica che nelle acque in cui vivono pesci e tartarughe sono presenti “livelli molto elevati di alcune specie di fitoplancton” responsabile di “fenomeni di eutrofizzazione delle acque, con diminuzione del quantitativo di ossigeno disponibile e rischio di ipossia per le specie ittiche presenti”». Il gruppo di opposizione conclude: «Un’amministrazione che necessita di richiami e prescrizioni da parte di autorità competenti anche per la gestione di questioni pubbliche di sostanziale semplicità dimostra inadeguatezza nella direzione della res publica». (red.ch)
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