Villa Pini, scontro in aula tra i periti

Rinviata all’11 gennaio l’udienza sul crac da oltre 150 milioni dell’ex gruppo di Enzo Angelini
CHIETI. Processo aggiornato all’11 gennaio 2013 dopo un altro passaggio infuocato nel tribunale di Chieti sul crac da oltre 150 milioni di Villa Pini. Si è chiusa ieri con il contro esame della difesa l’udienza che ha visto al centro del dibattimento le 300 pagine della perizia contabile sulla bancarotta fraudolenta e la presunta distrazione fraudolenta di fondi delle 14 società dell’ex gruppo sanitario privato. Un'accusa imperniata sul ruolo della capofila Novafin. In aula il confronto tra il consulente della procura Sergio Cosentino e il collegio difensivo dell’ex re delle cliniche, Vincenzo Angelini, assistito dagli avvocati Iole Di Bonifacio e Sergio Menna coadiuvati dai consulenti di parte, Pietro Iavarone e Sergio Spinelli.
Dopo l’esame del pm Dell’Orso, la difesa ha ribadito che, fino al 31 dicembre 2009, «non c’era un solo euro di ammanco e se la Regione avesse versato i 246 milioni spettanti al gruppo Angelini mai si sarebbe verificato il fallimento».
In mattinata, l’udienza si è surriscaldata quando il perito Cosentino ha parlato dell'utilizzo da parte del genero di Angelini di un'auto di grossa cilindrata, un’Audi A8, presa a noleggio (cinquemila euro al mese) e gravata da multe per seimila euro. La difesa ha negato che la vettura, i cui conti pesavano sui conti societari, sia mai stata utilizzata negli anni in cui il genero di Angelini non aveva ancora rapporti professionali con il gruppo. Lo scontro sui presunti usi impropri del denaro da parte delle società collegate a Novafin è proseguito nel pomeriggio nel processo che vede come imputati l’ex re delle cliniche private e i membri del co0llegio sindacale.giro il genero. Tra i creditori anche Unicredit, per 65 milioni di euro, assistita dall’avvocato Pierluigi Tenaglia. Alla fine la presidente del collegio Patrizia Medica ha rinviato tutto all’11 gennaio prossimo.
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