Francavilla al Mare

Violenza a Francavilla, la mamma del 14enne accoltellatore: «Lui è pentito, chiedo scusa»

8 Ottobre 2026

La donna in lacrime: «Mi ha detto che era uscito di casa armato perché aveva paura degli altri. Sono mamma anch’io: voglio esprimere la mia vicinanza al ragazzo accoltellato da mio figlio e alla sua famiglia che sicuramente sta soffrendo tanto». Il ragazzino è indagato

FRANCAVILLA. «Sono mamma anch’io: voglio esprimere la mia vicinanza al ragazzo accoltellato da mio figlio e alla sua famiglia che sicuramente sta soffrendo tanto». Da cinque giorni Maria prova a ricacciare indietro le lacrime, ma il pianto ha il sopravvento su questa donna che, dalla scorsa settimana, ha visto il mondo crollarle addosso. La madre del quattordicenne indagato per l’aggressione avvenuta venerdì scorso a Francavilla al Mare accetta di rispondere alle domande del Centro, segnata da giornate difficili cominciate nell’istante esatto in cui suo figlio Andrea è sceso in strada armato di coltello. Senza alcun apparente motivo, nelle vicinanze di un parco giochi, il giovanissimo ha sferrato cinque fendenti contro un ragazzo di due anni più grande: due colpi sono andati dritti al torace della vittima, che se l’è cavata soltanto per pura fortuna con dodici giorni di prognosi. Maria e Andrea sono nomi di fantasia, uno schermo necessario per proteggere le identità sia degli indagati che delle vittime quando la cronaca tocca i minori. Eppure il dramma che si è consumato in viale Nettuno, in pieno centro cittadino, resta tremendamente vero.

Signora, suo figlio si è reso protagonista di un gesto gravissimo.

«Mi sento solo di chiedere scusa anche a nome di mio figlio. Non voglio né giustificare né minimizzare questa brutta storia che ha colpito due famiglie».

Come madre, si sente di aver fatto qualche errore?

«Io ho cercato di dare la stessa educazione a tutti i miei figli, un’educazione basata sul rispetto altrui e sul rispetto della famiglia. Purtroppo, a quanto pare, tutto ciò non è bastato».

Ci racconti chi è suo figlio.

«Fino a qualche anno fa era davvero un angelo. Studioso, obbediente e rispettoso».

Poi cosa è accaduto?

«Da quando ha iniziato la scuola superiore, ho cominciato a vedere in lui dei cambiamenti. Credevo fosse solo colpa dell’età adolescenziale. Un dettaglio, in particolare, mi sta tornando in mente in queste ore».

Quale?

«Ricordo che da piccolo diceva di voler fare l’avvocato perché si metteva sempre a difendere i più deboli. Poi il drastico cambiamento».

A che cosa imputa questa trasformazione profonda?

«Alcune volte, rientrando a casa, mio figlio mi aveva confessato di aver subito aggressioni da parte di alcuni ragazzi più grandi di lui».

Quali erano i motivi alla base di questi episodi di violenza?

«Lo prendevano in giro per la sua altezza e per il fatto che sembrasse un bambino».

In che cosa è consistito questo suo cambiamento radicale?

«Dopo questi episodi, era sempre scontroso in famiglia. Poi ha cominciato anche a fare qualche assenza di troppo a scuola, tanto da perdere un anno».

Alla luce di questi fatti che sta raccontando, era possibile immaginare che decidesse di sfogare il suo disagio accoltellando a caso un ragazzo quasi coetaneo?

«No, mai avrei pensato che il suo malessere interiore lo potesse portare a compiere un gesto del genere, così sconsiderato e privo di logica. Ma voglio precisare una cosa».

Prego.

«Da quello che mi ha riferito mio figlio, quella sera non era sua intenzione uscire per andare ad accoltellare qualcuno».

E allora perché andava in giro con addosso due coltelli, uno da cucina con la lama di 14 centimetri e l’altro multiuso?

«È uscito armato perché aveva paura degli altri e, probabilmente, si è sentito in pericolo per la presenza di ragazzi più grandi di lui».

Che idea si è fatta di ciò che è accaduto?

«Da quello che mi ha riferito anche lui, ha reagito in questa maniera in preda pure al suo stato di alterazione alcolica. Ma non è mia intenzione essere in alcun modo fraintesa».

In che senso?

«Non voglio assolutamente giustificare il suo gesto, che per fortuna non ha creato danni più gravi di quelli già arrecati, ma cerco solo di dare una spiegazione a un fatto che mi sembra assurdo. Per me è tutto un incubo e devo ancora metabolizzare l’accaduto».

Suo figlio ha compreso la gravità del suo gesto?

«Attualmente è in una situazione di confusione mentale ed è seriamente pentito di quanto fatto».

Ora come si può andare avanti?

«Credo che in questo momento non sia il caso di demonizzare nessuno, ma sia il momento di comprendere quale sia la giusta strada per recuperare questo ragazzo. Rinnovo le mie scuse più sentite alla famiglia del giovane ferito».

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