Violenza sessuale Agricoltore ortonese assolto in appello
ORTONA. «Siamo pronti a presentare appello, in quella sede proveremo l’innocenza del mio assistito». Lo aveva garantito l’avvocato Remo Di Martino subito dopo la sentenza del 6 settembre 2016 che...
ORTONA. «Siamo pronti a presentare appello, in quella sede proveremo l’innocenza del mio assistito». Lo aveva garantito l’avvocato Remo Di Martino subito dopo la sentenza del 6 settembre 2016 che condannava V.S., agricoltore di origini ortonesi, a due anni e sei mesi di reclusione e a una provvisionale di 10mila euro in favore della parte civile assistita dall’avvocato Antonio Scena, per tentata violenza sessuale nei confronti di una badante romena. Una sentenza ribaltata dalla Corte d’appello che ha assolto il 76enne secondo l’articolo 530 comma 2.
La vicenda fa riferimento al periodo tra luglio del 2013 e il 2 gennaio del 2014 quando la donna - all’epoca 37enne - senza preavviso sarebbe stata sollevata dall’incarico di badante dell’anziana suocera dell’agricoltore. «Le esigenze familiari sono cambiate e non vi era più la necessità di avere una badante», dichiarava Di Martino in difesa del suo assistito.
La romena aveva raccontato che un giorno sarebbe stata trascinata dall’uomo verso la camera da letto per consumare un rapporto sessuale da lei non voluto, ma sarebbe riuscita ad opporsi. Per avvalorare la sua versione in sede processuale, aveva messo a disposizione dei giudici la registrazione di una conversazione avvenuta tra le parti in causa dove più volte l’uomo le diceva: «Eddai, lo facciamo solo una volta».
Nell’arringa difensiva, invece, l’avvocato Di Martino, aveva sostenuto «l’assenza della prova della tentata violenza sessuale» ascritta al suo cliente, come pure aveva provato a smontare il peso di quella registrazione chiedendosi perché l’ex badante l’avesse fatta solo a dicembre dopo aver dichiarato che le presunte tentate violenze sarebbero iniziate 5 mesi prima, e cioè a luglio. Argomentazioni che comunque non avevano convinto il collegio dei giudici. Ma con il ricorso in appello, la sentenza è stata rivista e l’ortonese assolto.
«In formula dubitativa», sottolinea però l’avvocato Scena. «Ricorreremo alla Cassazione», conferma, «è una sentenza che lascia a bocca aperta, considerando anche la condanna così pesante che era arrivata in primo grado». (a.s.)
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