Violenza sessuale, la moglie conferma al gip le accuse

13 Marzo 2016

LANCIANO. Un interrogatorio intenso quello della moglie, che ha confermato le accuse di violenza sessuale e i maltrattamenti subiti per anni da parte del marito. Un interrogatorio sofferto quello...

LANCIANO. Un interrogatorio intenso quello della moglie, che ha confermato le accuse di violenza sessuale e i maltrattamenti subiti per anni da parte del marito. Un interrogatorio sofferto quello delle due figlie, toccate profondamente dalla situazione familiare e dai conflitti tra i genitori. Le ragazzine hanno confermato di essere state sgridate o strattonate dal padre, più che altro quando prendevano le difese della madre. È quanto emerso dall’incidente probatorio di ieri mattina, in un cui sono state ascoltate la moglie e le figlie minorenni di V.D.N., 49 anni, operaio di Lanciano, in carcere da gennaio per violenza sessuale ai danni della moglie e maltrattamenti in famiglia, verso la donna e le due figlie minorenni.

Ascoltate dal gip Massimo Canosa, alla presenza del sostituto procuratore Rosaria Vecchi e di due psicologi, sostanzialmente le tre donne hanno confermato le accuse. Dalle indagini, svolte dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri della Procura, era emerso che l’uomo aveva iniziato a minacciare di morte la moglie, che sarebbe stata maltrattata e costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà. La donna lo accusa anche di maltrattamenti sulle figlie, che spesso difendevano la mamma quando tra i due scoppiavano liti furibonde. Durante le indagini, condotte velocemente ma in modo approfondito per evitare che la situazione potesse degenerare viste le minacce di morte rivolte alla donna, sono stati ascoltati anche testimoni. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Vastano, si è sempre proclamato innocente. Nell’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto, l’operaio ha negato ogni addebito, in particolare la violenza sessuale nei confronti della moglie e i maltrattamenti, evidenziando che in 16 anni di unione non c’è alcun referto medico a dimostrare botte o violenze. L’uomo aveva ammesso di litigare, anche in modo violento, con la moglie, ma nulla di più.

Teresa Di Rocco