Violenza sessuale sulla figlia di amici

A giudizio 69enne di Roccamontepiano: scoperto in atteggiamenti intimi con una ragazza disabile
CHIETI. Avrebbe abusato sessualmente per quattro anni di una giovane con problemi psichici. Con l’accusa di violenza sessuale (articolo 609 bis del codice penale) è stato rinviato a giudizio un sessantanovenne di Roccamontepiano, E.B. le sue iniziali.
A decidere per il processo è stato ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Luca De Ninis (pubblico ministero Marika Ponziani).
Il sessantanovenne, difeso dagli avvocati Manuela D’Arcangelo e Ottavio Argenio, si dichiara assolutamente innocente.
Ad accusarlo ci sono le parole della ragazza, all’epoca dei fatti molto giovane, che nonostante i problemi psichici, ha raccontato degli abusi sessuali.
Lui era un amico di famiglia. E per questo frequentava spesso la casa della presunta vittima che vive a Chieti con i suoi genitori. A testimonianza dell’amicizia per quella famiglia, l’uomo si dava anche da fare occupandosi di piccole manutenzioni in casa.
Secondo la ricostruzione della Procura l’uomo «abusando delle condizioni d’inferiorità psichica della ragazza» avrebbe portato a compimento «ripetuti e abituali congiunzioni con lei». I fatti sarebbero accaduti dal 2012 al 2016. Per la Procura l’uomo avrebbe avuto atti sessuali completi con la giovane.
La ragazza ha anche tentato il suicidio. Si è gettata da una finestra della sua abitazione ed è stata salvata soltanto grazie all'immediatezza dei soccorsi. Dopo il tentativo di suicidio la giovane è stata ricoverata in una casa di cura.
L’indagine è partita quando, nel gennaio 2016, una vicina di casa che assisteva la giovane, ha sorpreso l’anziano in atteggiamenti intimi con lei e ha riferito tutto ai genitori. È scattata così la denuncia ai carabinieri. (a.i.)

