Violenza sulle donne «Trovate altre case in cui accoglierle»

VASTO. «Cerchiamo insieme soluzioni abitative per tutelare le donne vittime di violenza domestica»: lancia un appello Licia Zulli, responsabile del centro antiviolenza DonnAttiva di Vasto insieme...
VASTO. «Cerchiamo insieme soluzioni abitative per tutelare le donne vittime di violenza domestica»: lancia un appello Licia Zulli, responsabile del centro antiviolenza DonnAttiva di Vasto insieme alle operatrici del centro antiviolenza Dafne di Lanciano e dello sportello Frida di San Salvo che spiegano come in questi giorni di restrizioni e di convivenza forzata rischiano di aggravare la condizione di pericolo in cui molte donne vivono. «È un momento difficile, lo è per tutti, ma per alcuni lo è di più», afferma Zulli. «Vi sono molte donne, vittime di violenza domestica, costrette a rimanere a casa a contatto con il maltrattante. I Centri antiviolenza stanno vivendo in questi giorni il dramma di non riuscire a garantire soluzioni efficaci ad alcune di loro», continua, «infatti dopo i primi di giorni trascorsi a riorganizzare le modalità di supporto a distanza delle donne seguite, stiamo assistendo ad un’escalation di violenza tra le mura domestiche e ad un susseguirsi incessante di richieste di aiuto. Ciò accade mentre molte strutture di accoglienza non riescono ad offrire, per motivi sanitari causa emergenza Covid-19, ospitalità alle donne che necessitano di allontanarsi da casa».
Le operatrici ricordano che anche la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, in accordo con ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, in seguito alle difficoltà riscontrate in questa grave emergenza nell’accogliere le donne vittime di violenza, hanno chiesto alle prefetture, in collaborazione con i sindaci e le associazioni che operano nei territori, di individuare e rendere disponibili ulteriori alloggi nei quali offrire ospitalità alle donne vittime di violenza.
Nella circolare, infatti, viene ribadito che ciò è possibile in base all’articolo 6 del decreto legge 17 marzo scorso, il quale prevede la requisizione in uso, anche temporaneo, di strutture alberghiere o altri immobili idonei per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, nei casi in cui le misure stesse non possono essere attuate nel domicilio della persona interessata.
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