Violenze di gruppo, arrestati 4 minori

22 Agosto 2018

Si allarga l’inchiesta sugli stupri filmati con i telefonini: ora gli aguzzini salgono a 10, le vittime sono tre ragazzine soggiogate

VASTO. Altri 4 minorenni arrestati per le violenze sessuali di gruppo e riprese con i telefonini. Studenti modello a scuola e bravi ragazzi in famiglia ma protagonisti di festini e perversioni di gruppo una volta fuori di casa. Cresce il numero degli indagati che per due anni avrebbero tenuto in ostaggio alcune adolescenti del Vastese e, purtroppo, anche quello delle vittime.
TRE VITTIME. Dopo la studentessa di Vasto, che ha avuto il coraggio di denunciare l’ex fidanzatino, ribattezzato dai carabinieri con il nome di Marco, che la costringeva sotto il peso delle minacce ad avere rapporti con i suoi amici, un’altra adolescente del Vastese ha raccontato di avere subito lo stesso trattamento dallo stesso Marco e non solo da lui. Sono 4 i ragazzi arrestati ieri. E c’è anche una terza ragazzina che avrebbe avuto rapporti sessuali con Marco e il suo gruppo di amici. Diventano così 10 i presunti aguzzini.
TUTTE LE ACCUSE. Una storia che racconta di un disagio minorile diffuso e di una importante perdita di valori. I carabinieri di Vasto sono stati delegati dalla procura per i minori dell’Aquila a eseguire i 4 provvedimenti cautelari a carico di altrettanti studenti che non hanno ancora compiuto 18 anni. Le accuse sono violenza sessuale di gruppo, pornografia minorile, minacce ed altri reati connessi.
DIECI AGUZZINI. L’attività investigativa è iniziata a maggio dopo la denuncia presentata dalla studentessa 16enne che ha rivelato un preoccupante scenario di ricatti e violenze. La prima tranche investigativa ha portato i militari ad eseguire, un mese dopo, l’arresto dell’ex fidanzatino della giovane e di un altro minore. Il 9 agosto scorso i provvedimenti cautelari sono diventati 6: i carabinieri hanno fermato altri 4 ragazzi (uno di Paglieta, uno di San Salvo e due di Vasto) che partecipavano ai giochi sessuali. Le indagini però non si sono fermate. Il procuratore aquilano Roberto Polella ha disposto una nuova capillare attività investigativa per fare piena luce sulla vicenda.
RACCONTO ALLA PROF. Il coraggio avuto dalla studentessa di Vasto ha dato la forza ad un’altra ragazza che abita in un comune dell'interno e frequentava la stessa scuola di Marco, di confidarsi con una docente.
L’insegnante, parte del pool antiviolenza che ha attivato a Cupello uno sportello antiviolenza chiamato Save Emily Abruzzo, raccolte le prime confidenze, ha affidato il caso a uno dei legali di Save Emily, l’avvocato Giuseppina Fabretti, esperta in legislazione minorile, oltre che alla competente autorità giudiziaria e ai carabinieri di Vasto. Le indagini hanno sollevato il coperchio su uno scenario a dir poco inquietante fatto di violenza fisica e psicologica e perversioni sessuali. Pare che Marco si “divertisse” di più alla presenza di altri giovani. Gli investigatori parlano di condotte gravi, umilianti e perduranti. Ricatti e minacce che hanno reso un inferno la vita di altre due 16enni. Proprio come era successo alla prima ragazza.
«Anche loro», spiegano i carabinieri, «sotto la minaccia della diffusione di immagini e video compromettenti nell’alveo familiare, venivano ricattate a scopo sessuale da 4 ragazzi. Loro subivano per vergogna e paura e i ricatti aumentavano».
NUOVE INDAGINI. I 4 sono stati arrestati dai militari di Vasto e trasferiti nell’istituto penale per minorenni di Casal del Marmo (Roma) dove è rinchiuso, dal giugno scorso, anche Marco. A firmare il provvedimento è stato il gip Cecilia Angrisano. Gli investigatori non si fermano: a questo punto stanno cercando di scoprire fino a che punto il fenomeno fosse diffuso.
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