Violenze raddoppiate sulle donne «C’è più richiesta di protezione»

25 Novembre 2022

Tra i dati del centro Alpha 252 segnalazioni in un anno, l’84% da italiane, 102 le prese in carico La coordinatrice Di Loreto: «Aumentano i nostri interventi di aiuto su ragazze tra 19 e 20 anni»

CHIETI. Sono sempre di più le donne che si rivolgono al centro antiviolenza Alpha in cerca di aiuto. Il numero è quasi raddoppiato, anche se questo dato non significa solo che il fenomeno è in aumento, ma rende conto anche della maggiore fiducia nei centri antiviolenza dalle donne che vi si recano. Da novembre del 2021 a oggi, sono 252 le donne che si sono rivolte, anche solo telefonicamente al centro teatino, 102 sono quelle prese in carico. Per lo più sono donne fra i 30 e i 39 anni (36%), fra i 40-49 sono il 26%, fra i 20 e i 29 anni il 18% e poi fra i 50-59 anni il 14%, fra i 60 e 69 il 4% e il 2% fra i 70 e 79 anni. E sono per l'84% per cento italiane, con piccole percentuali di donne che provengono da Ucraina, Marocco, Cuba, Romania, Tunisia, Bangladesh e Venezuela.
Secondo i dati illustrati dalla coordinatrice del centro Alpha, Marialaura Di Loreto, tra i tipi di violenza spicca quella psicologica (36%), poi quella fisica (il 24%), quella economica (il 16%), la violenza sessuale (il 14% ) e lo stalking (il 10%). L'autore della violenza nella grande maggioranza dei casi ha le chiavi di casa: per il 43% è il marito, per il 18% il compagno, per il 16% l'ex marito, per il 9% l'ex o l'attuale fidanzato, un conoscente, un famigliare, l'ex compagno. L'autore della violenza è italiano nell'86% dei casi.
I dati sono stati resi noti ieri nel salone storico in prefettura in occasione dell'appuntamento "La violenza non è amore", un'iniziativa voluta da giunta e presidenza del consiglio comunale, in sinergia con la centro antiviolenza Alpha, e dell'incontro pubblico sul tema "Le parole che fanno male" che ha visto come relatrici Paola Spadari, consigliera segretaria dell'Ordine nazionale dei giornalisti, ed Ernesta Bonetti, avvocato di Alpha. Presenti il prefetto Armando Forgione, il sindaco Diego Ferrara e l'assessore comunale alle politiche comunali Mara Maretti.
«Il numero delle donne prese in carico dal nostro centro è aumentato, ma non è un fatto negativo», ha detto Di Loreto, «c'è stato un aumento, perché le donne cominciano ad avere fiducia nell'esistenza di questo centro e ci chiedono di essere protette. Questo aumento è anche l'onda lunga del Covid, che ha visto esplodere in maniera evidente i casi. L'altro dato è che purtroppo sono aumentate le richieste sulla fascia di età più bassa, sono state tante le donne fra i 19 e i vent'anni di età, ciò significa che va fatta una sensibilizzazione a tappeto nelle scuole per prevenire i casi e formare le donne. Altro dato positivo», ha aggiunto Di Loreto, «è che abbiamo inserito diverse donne nell'empowerment lavorativo che ci consente farle operare nelle aziende che fanno parte della rete e ricominciare».
Il Comune è in campo per supportare la rete antiviolenza, come ha sottolineato il sindaco Ferrara: «La violenza», ha detto, «è un fenomeno strutturale e come tale va affrontato anche a livello istituzionale. Bisogna farlo abbattendo gli stereotipi perché soggezione e obbedienza, rassegnazione, sono ciò che l'uomo della società patriarcale si aspetta dalle donne. Disinnescando già in età scolare la bomba in via di fabbricazione della misoginia e sessismo, si arriverà a non farla esplodere. Il Comune collabora con la rete antiviolenza mettendo in campo politiche sociali e servizi mirati».
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