Vitigni distrutti dai cinghiali: cresce la protesta nel Vastese
VASTO . Cresce il numero dei viticoltori danneggiati dai cinghiali. Dopo l’appello lanciato da Michele Bosco, presidente dell’associazione “Terre di Punta Aderci”, anche Camillo D’Amico torna a...
VASTO . Cresce il numero dei viticoltori danneggiati dai cinghiali. Dopo l’appello lanciato da Michele Bosco, presidente dell’associazione “Terre di Punta Aderci”, anche Camillo D’Amico torna a invocare una soluzione.
«Bosco trova la mia solidarietà e quella della rappresentanza dell’intero mondo agricolo», dice proprio D’Amico. «Gli operatori agricoli sono esasperati dai cinghiali che devastano le loro coltivazioni. Purtroppo tra gli agricoltori emerge sempre più sfiducia verso le istituzioni ad ogni livello. Troppe le promesse mancate e le risposte inadeguate. L’agricoltura per tanti è la principale, se non l’unica, fonte di reddito. Davanti ad una situazione emergenziale ed eccezionale, gli agricoltori necessitano di altrettante risposte emergenziali ed eccezionali. Che fine hanno fatto le annunciate gabbie di cattura?», chiede D’Amico. «La caccia, in qualsiasi forma e condizione, rappresenta un valido palliativo ma da sola non basta e non possiamo riempire di piombo l’intero territorio. Le istituzioni ad ogni livello diano risposte concrete». (p.c.)
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