«Voglio pagare, ma basta con gli attacchi»

23 Giugno 2015

Intervista a Puddu presidente della Teate Splashing dopo la diffida del Comune a sborsare 225 mila euro di canone

CHIETI. Gianfranco Puddu, presidente della società Teate Splashing, si fa intervistare dal Centro dopo che il Comune, attraverso un suo dirigente, Giuseppe La Rovere, l'ha diffidato a pagare 225mila euro per canoni della piscina comunale che partono dal 31 agosto 2012 fino al 31 dicembre 2014.

La prima domanda è: si arrenderà di fronte a questa nuova difficoltà che incontra sul suo percorso?

«Andiamo avanti, assolutamente. Non ci siamo mai arresi, anche perché riteniamo che il ruolo dello stadio del nuoto di Chieti sia determinante per la cittadinanza e per tutto l'Abruzzo, in considerazione dell'attività svolta nell'intera regione. Più volte abbiamo richiesto agli uffici competenti un incontro per verificare la possibilità di trovare la soluzione a questo debito».

Ci risulta che lei ha fatto consistenti lavori per questa piscina, spendendo quanto?

«Attualmente la spesa supera il milione di euro. Abbiamo realizzato tutti gli interventi urgenti richiesti dal capitolato e dal bando di gara. Stiamo continuando ad investire sulla struttura perché ha la sua età e richiede interventi di manutenzione e di funzionalità. Naturalmente l'esecuzione dei lavori ha comportato spese anche impreviste, delle quali ci siamo fatti carico proprio per assicurare la funzionalità della struttura».

A quanto ammontano orientativamente queste spese impreviste rispetto a quelle di partenza, sicuramente inferiori?

«Al doppio di quello che ho previsto originariamente. Basti pensare che per il solo rifacimento delle condutture sanitarie erano stimate intorno ai 17mila euro, invece sono costate 300mila euro».

Lei ha iniziato questo rapporto con il Comune nell'agosto del 2012 quando gli iscritti alla piscina erano in numero nettamente superiore. C'è stata una crisi? Sono diminuiti? E di quanto?

«Negli anni 2010-2011 gli iscritti superavano le duemila unità, oltre ad una serie di frequentanti di attività collaterali. Oggi ci ritroviamo con un numero di iscritti che è di poco inferiore alle mille persone. Un effetto sia della crisi, ma probabilmente anche di altri impianti concorrenziali in zona, anche se quello di Chieti ha un livello di qualità strutturale che non ha nulla da invidiare. Ma è un dato certo che la crisi ha fortemente condizionato il nostro lavoro ma, nonostante questo, abbiamo diminuito i costi di frequenza proprio per andare incontro alle esigenze. Ma evidentemente questa non è ancora una misura sufficiente».

Dalle sue parole sembra di capire che nessuno di voi voglia arrendersi. Evidentemente questa piscina ha ancora grandi prospettive. Quali sono?

«Non ci arrendiamo perché qui ci sono anche istruttori che lavorano e personale che attualmente è in difficoltà. Per cui da parte mia e dell'associazione che rappresento, c'è l'impegno a salvaguardare il lavoro di queste persone, oltre che l'impegno a portare avanti il servizio che è veramente ben gradito dalle persone, al di là di quelle che poi sono le difficoltà economiche. Ma va aperto un tavolo con il quale verificare quelle che sono le reali possibilità».

Cioè chiede un incontro con la prossima giunta? E che cosa vorrà proporre al sindaco riconfermato e al prossimo assessore allo Sport?

«Sicuramente valutare insieme quelle che sono le problematiche, non solo di carattere economico ma anche di promozione dell'impianto. Sottolineo questo perché l'impianto di Chieti probabilmente andrebbe più apprezzato dalla cittadinanza, così come accade in altre città. Invece di polemizzare o fare il pettegolezzo andrebbe data fiducia a chi lavora, a chi si sforza giornalmente di portare avanti questa struttura. Che è un fiore all'occhiello per la città, tant'è che viene scelta per tutta una serie di manifestazioni. Per cui l'incontro è volto ad una programmazione di quelli che possono essere gli impegni verso una soluzione alle difficoltà, alle quali noi non ci sottraiamo. Però c'è bisogno anche di un impegno da parte dell'amministrazione, affinchè la struttura possa essere valorizzata e anche protetta dagli attacchi che le vengono portati continuamente. E che hanno come risultato quello di disinformare la gente e indurla a frequentare impianti fuori città».

Un'ultima domanda, dove mettiamo un po’ di sale. Questo attacco dopo la fine della consiliatura, lo ritiene vendicativo oppure è nella storia della piscina?

«Purtroppo essendo un impianto in vista a Chieti, è sempre stato oggetto di ogni tipo di attacco, sia da parte dell'opposizione all'amministrazione che da parte di alcuni componenti dell'ex amministrazione. Per quanto riguarda l'ultimo articolo uscito sui quotidiani, certamente mi viene in mente una domanda.

Per cinque anni di amministrazione, dov'è stato l'assessore allo Sport, considerando che più volte sono state fatte commissioni che si sono occupate della piscina e lui non era presente? Più volte è stato invitato a visitare la struttura e non è mai venuto. È veramente paradossale che ci si ricordi di tutto questo solo dopo aver terminato il mandato».

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