Vota per la fusione, Casartigiani lo caccia

Veleni in Camera di Commercio: Di Menno Di Bucchianico si ammutina e lo mettono alla porta
CHIETI. Vota sì alla fusione anticipata tra Chieti e Pescara ma Casartigiani lo caccia. I veleni esplodono in Camera di Commercio. Per Casartigiani Abruzzo: «Non c'erano alternative alla scelta presa da Casartigiani Chieti per l'imbarazzante vicenda relativa al voto del delegato Americo Di Menno Di Bucchianico durante la giunta camerale di Chieti», si legge in una nota. Nella giunta del 4 novembre scorso, infatti, Di Menno Di Bucchianico ha espresso il suo voto favorevole alla fusione anticipata della Camera di Commercio di Chieti con quella di Pescara non tenendo in alcun conto le indicazioni date dalla sua associazione. Ma quel 6 a 1 per il sì ha subito innescato la vendetta. «E’ stato un voto personale», affermano i vertici di Casartigiani che stanno dalla parte di chi dice sì alla fusione, ma solo dopo il rinnovo del cda dell'ente camerale. Cioè Cna e Confesercenti. «Sono rammaricato per questa situazione creata da uno dei nostri associati storici. Pensavamo che nel consiglio straordinario appositamente convocato si ritrovasse l'unità ma così non è stato a tal punto che si è stati costretti ad applicare la norma dello statuto che prevede l'espulsione del socio per non aver rispettato la decisione deliberata dalla giunta. Una scelta sofferta che né io né la presidente di Casartigiani Chieti, Ombretta Mercurio, pensavamo mai di fare», commenta Dario Buccella coordinatore regionale di Casartigiani e componente del consiglio nazionale. «La nostra posizione è chiara, non vediamo perché deve esserci tutta questa fretta per procedere alla fusione delle due Camere e non aspettare invece l'elezione di una nuova governance sicuramente più adatta ad avviare la delicata fase dell'accorpamento. Una fretta inspiegabile che solo le Camere di Chieti e Pescara sembrano avere a differenza di quelle di Teramo e l'Aquila». Così Buccella mette alla porta “l’ammutinato” e si schiera con le altre associazioni di Rete Imprese Italia, favorevoli alla fusione non immediata. La spaccatura con gli industriali di Paolo Primavera e Daniele Becci si accentua. E nessuno non fa sconti.(l.c.)

