Week end di lavoro all’ex Sevel: la fabbrica recupera i turni saltati

Domani e domenica gli straordinari mancati per lo sciopero della Purem e la carenza di materiali Un parcheggio in meno per i lavoratori: quello dell’area 27 destinato allo stoccaggio dei furgoni
ATESSA. Lo stabilimento Fca Italy si prepara a un week end di lavoro. Domani è previsto il primo turno di straordinario dell’anno, programmato già due settimane fa, ma slittato a domani a seguito dello sciopero della Purem, fabbrica che fornisce catalizzatori a Stellantis. Domenica (turno C) si recupera invece l’ultimo turno produttivo della giornata persa lo scorso 17 febbraio a seguito della mancanza di materiali di fornitura e anche quest’ultimo turno era saltato per lo sciopero dell’azienda teramana.
Lo stabilimento dei furgoni commerciali leggeri a marchio Stellantis ha quindi confermato un periodo positivo sul fronte produttivo, dal momento che ha potuto riprogrammare a stretto giro la pianificazione aziendale dopo i primi mesi difficili, legati tuttavia sempre alla carenza di forniture. Intanto la direzione aziendale ha informato le rsa di stabilimento che per ragioni organizzative da ieri mattina alle 5.45 non è più utilizzabile il parcheggio impiegati (l’area 27 della lastratura dietro il bar). Il parcheggio viene usato per stoccare i furgoni appena realizzati e in procinto di partire per i vari concessionari d’Europa.
«In Fca Italy si registrano contraddizioni gestionali sempre più evidenti», sostiene lo Slai Cobas che ha dichiarato sciopero domani dalle 5.45 alle 13.45 e domenica dalle 22.15 alle 5.45 del giorno dopo, «in concomitanza con la recente comunicazione di un turno di straordinario e uno di recupero sul notturno di domenica, la direzione, alla spasmodica ricerca di spazi, ha vietato un’area di parcheggio riservato ai lavoratori per occuparla con veicoli incompleti dopo aver invaso le aree verdi e i viali interni. Nelle officine continuano ad essere consegnate saturazioni con incrementi di produzione oraria e riduzione di operai posizionati e soluzioni palliative per numerosi lavoratori con ridotte capacità lavorative. Le commissioni delle rsa confaziendali», conclude il sindacato, «impotenti nel contrastare le contraddizioni e le ripercussioni subite dagli operai, li rincuorano con promesse di cicli di pulizie dei servizi igienici non riscontrabili, nuovo vestiario e borracce nonostante la montante sete di giustizia e diritti».
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