Wwf ai Comuni: «Così tutelate il fratino»

3 Marzo 2016

VASTO. Evitare l’utilizzo di mezzi meccanici per la pulizia dell’arenile, realizzare aree dedicate alla tutela, vietare l’ingresso ai cani nelle aree di nidificazione. Sono gli accorgimenti che il...

VASTO. Evitare l’utilizzo di mezzi meccanici per la pulizia dell’arenile, realizzare aree dedicate alla tutela, vietare l’ingresso ai cani nelle aree di nidificazione. Sono gli accorgimenti che il Wwf Abruzzo raccomanda ai Comuni costieri per la salvaguardia del fratino, piccolo uccello che nidifica tra le dune e che quest’anno, per la prima volta, è stato inserito fra i parametri per l’assegnazione della Bandiera Blu, il prestigioso vessillo della Fee, insieme alla qualità delle acque di balneazione, la raccolta differenziata e i servizi turistici. Trattandosi di un prezioso indicatore biologico dello stato di salute dei lidi, diventa necessario mettere in atto iniziative di tutela.

Ed è con questo spirito che il Wwf, sull’onda del prezioso contributo offerto dal gruppo Fratino di Vasto coordinato da Stefano Taglioli, ha scritto ai Comuni costieri abruzzesi invitandoli a osservare una serie di precauzioni. «Negli ultimi anni abbiamo evidenziato la necessità di mettere in atto alcuni accorgimenti relativi alla pulizia della spiaggia e alla tutela della vegetazione spontanea, al fine di non arrecare danno o disturbo alla specie», ricorda Fabiola Carusi, referente del progetto, «da quest’anno la Fee ha deciso di inserire tra i criteri di aggiudicazione della bandiera blu anche parametri che riguardano la tutela del fratino, oltre a quella della tartaruga Caretta Caretta, includendo nei criteri sia la presenza di queste specie, sia la presenza di aree dunali con vegetazione di particolare interesse naturalistico».

I principi guida che le amministrazioni comunali dovrebbero osservare riguardano la pulizia dell’arenile –che deve essere effettuata entro la prima metà del mese di marzo perché successivamente a tale data il fratino inizia a nidificare– la realizzazione di aree dedicate alla tutela e il divieto di ingresso ai cani nelle aree di nidificazione. «L’esempio di Alba Adriatica ha dimostrato come questa specie può essere tutelata usando pochi accorgimenti anche in luoghi in cui vi è una forte presenza antropica legata al turismo», osserva la rappresentante del Wwf Abruzzo, «è opportuna la creazione di piccole aree interdette alla fruizione turistica e alla pulizia meccanica, mediante delimitazioni con pali e funi». (a.b.)