Yokohama chiude, la rabbia degli operai

30 Luglio 2020

Prosegue il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento: «Ora vogliamo la verità sulle intenzioni della proprietà»

ORTONA . «Ortona Harbor! 27-7-2020 vergogna!». È lo striscione che campeggia davanti al cancello della Yokohama, posizionato lì dai lavoratori che lunedì hanno ricevuto la notizia dell’improvvisa chiusura dello stabilimento. Con un accostamento che richiama ai noti fatti storici del 1941 con l’attacco dei giapponesi alla base americana di Pearl Harbor, è chiaro il messaggio delle maestranze contro i vertici aziendali asiatici. A loro imputano le modalità con cui si è deciso di fermare la produzione da un giorno all’altro, senza che nessuno avesse sentore di quello che stava per accadere. Ieri i dipendenti della Yokohama si sono ritrovati nuovamente nel piazzale davanti all’azienda, imperterriti nel voler portare avanti la loro pacifica protesta per avere chiarimenti e spiegazioni su quello che sarà il loro futuro. La maggior parte degli 83 lavoratori era già in cassa integrazione, ma qualcuno – come impiegati e manutentori – in questi giorni stava regolarmente operando all’interno dello stabilimento di contrada Tamarete. Diciotto persone si trovavano sul posto di lavoro lunedì, quando intorno alle ore 15 è pervenuta la notizia della decisione di mettere in liquidazione l’azienda. Nessuna comunicazione, nessun preavviso, anzi la settimana scorsa c’è stato il confronto per la discussione del premio di risultato.
«L’aspetto che fa più rabbia è la modalità della chiusura», raccontava ieri un dipendente al presidio davanti ai cancelli della Yokohama. «Noi ad oggi non sappiamo nulla e quello che più ci preme è conoscere cosa vogliono fare di quest’area, per capire quel che potrà essere il nostro futuro. Non ci spaventa il cambio di proprietà o un’eventuale riconversione della produzione, l’importante è sapere quali sono le reali intenzioni di questa multinazionale». Intanto è stato fissato l’incontro da tenersi tra rappresentanti della giunta regionale, comunale e sindacati, per studiare un piano che possa tutelare i posti di lavoro. Inoltre da più parti arrivano appelli ad azioni che possano essere utili alla causa. Il segretario cittadino del circolo del Pd di Ortona, Franco Musa, chiede urgentemente un tavolo di concertazione con tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale. «Pensiamo», dichiara lo stesso Musa, «che l’urgenza sia determinata dal sostegno ai dipendenti dello stabilimento che potrebbero ritrovarsi senza lavoro in un periodo già difficile per il nostro territorio».
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