Yokohama, decisivi i prossimi 15 giorni

Ortona. Al via due settimane fondamentali per il futuro. Di Natale (Cisl): aspettiamo nuovi sviluppi
ORTONA . Saranno due settimane fondamentali per il futuro della Yokohama di Ortona. Nell’incontro dei giorni scorsi in Confindustria, infatti, se da una parte è stata ribadita la volontà dell’azienda di andare avanti con la procedura di licenziamento collettivo, dall’altra sono state poste le basi affinché la futura cessione dello stabilimento – al quale sono interessati tre gruppi che per il momento rimangono top secret – possa garantire la tutela di almeno una parte dei lavoratori. È qui adesso che si gioca la nuova partita: presentazione di un piano industriale e reintegro delle maestranze sono i due punti su cui le parti sociali fanno pressione e verso i quali c’è stata l’apertura della multinazionale giapponese. Sarà fondamentale quindi conoscere i programmi per il sito ortonese dei gruppi in ballo per la sua acquisizione. E per questo è stato posto un termine: ossia la metà del mese di ottobre, tant’è che un nuovo tavolo di confronto è stato convocato per il prossimo 13 ottobre. «L’elemento nuovo che è emerso in maniera tangibile dall’ultimo incontro è che le aziende interessate dovranno presentare un piano industriale in grado di coinvolgere i lavoratori», conferma il segretario regionale della Femca Cisl, Ettore Di Natale. «Noi ribadiamo che le procedure aperte dalla multinazionale non ci convincono, soprattutto in considerazione delle motivazioni addotte». Gli stessi sindacati, comunque, per il momento non sono a conoscenza ufficialmente di quali siano le società papabili all’acquisto dello stabilimento di contrada Tamarete. «Al momento siamo esclusi dalle trattative», continua Di Natale, «ci sono degli accordi di riservatezza per i quali ad oggi non conosciamo chi siano questi gruppi che hanno palesato interesse».
Pertanto il lavoro dei sindacati al momento si sofferma su quella che è la posizione dei lavoratori, con la procedura dei licenziamenti collettivi avviata e un futuro da scrivere. «Però non è escluso che ci possa essere un incontro tra la nuova proprietà e le segreterie sindacali», aggiunge ancora il coordinatore della Femca Cisl. «Noi vorremmo partecipare per conoscere i piani industriali, il numero delle persone che l’acquirente ha intenzione di coinvolgere e anche per chiedere alla Regione di supportare la nuova proprietà affinché abbia tutte le possibilità per assorbire la forza lavoro». (a.s.)

