Yokohama, domani l’incontro sul futuro dello stabilimento

1 Settembre 2020

In videoconferenza il vertice ministeriale: sindacati, rsu e sindaco collegati insieme dal Comune Dubbi sulla presenza della proprietà. Petaccia (Cgil): «Pronti a difendere gli 84 posti di lavoro»

ORTONA . L’attesa sta per finire. Domani è previsto l’incontro ministeriale sulla vertenza Yokohama, anche se il vertice non si terrà in presenza ma in modalità telematica. L’appuntamento si spera che possa rappresentare il primo vero confronto tra le parti sociali e la proprietà della multinazionale giapponese, che ha chiuso il suo stabilimento di contrada Tamarete da qualche settimana. Al momento, però, non ci sono conferme sulla sicura partecipazione dei vertici della Yokohama. L’incontro si terrà a partire dalle ore 9.30 in videoconferenza: i rappresentanti sindacali abruzzesi e le rsu si collegheranno insieme al sindaco Leo Castiglione dall’aula consiliare del Comune di Ortona. Anche questo vuole essere un segnale di compattezza a tutela degli 84 posti di lavoro a rischio. Ovviamente per il confronto saranno collegati anche rappresentanti della Regione ed esponenti politici, tutti con la speranza che ci sia la massima dirigenza della Yokohama.
«Ribadiamo il nostro auspicio affinché la proprietà riveda la propria decisione in merito allo stabilimento ortonese», commenta il coordinatore regionale della Filctem Cgil, Carlo Petaccia. «È importante che la produzione riprenda per tutelare i lavoratori, questa azienda ha tutte le carte in regola per poter andare avanti». Oggi pomeriggio, intanto, il presidente della Regione Marco Marsilio dovrebbe visitare il presidio delle maestranze davanti ai cancelli del sito industriale di contrada Tamarete. Un segno di vicinanza del governatore in vista della vertenza che entra nel vivo proprio domani con il vertice ministeriale.
Gli operai non mollano e continuano a presidiare i cancelli del sito, come avviene ormai da quando è stata annunciata la chiusura dell’azienda. «Ci aspettiamo che la proprietà si presenti con delle risposte reali visto che finora il dialogo è avvenuto solo tramite i loro avvocati», dice al Centro uno dei lavoratori. «Vogliamo chiarezza sul nostro futuro. Per noi non è un problema un’eventuale riconversione della produzione, l’importante è che ci venga garantita la possibilità di continuare a lavorare. Anche la politica deve fare la sua parte nel trovare un eventuale acquirente, qualora la proprietà si dimostrasse disponibile a vendere. Allo stesso modo la politica deve fare la sua parte nello spingere alla cessione nel momento in cui la Yokohama non dovesse dimostrarsi disponibile né alla riapertura né tantomeno alla vendita del sito». Serve anche sostegno verso chi ha la possibilità di andare in pensione e comunque «non vogliamo soluzioni che siano solo assistenziali», conclude il lavoratore sintetizzando il pensiero comune dei suoi colleghi.
Domani, dunque, sarà un passo importante ma ovviamente non decisivo per le sorti della Yokohama. Sarà solo il primo di una serie di incontri necessari a raggiungere una possibile intesa. Al termine del vertice sindacati e lavoratori si ritroveranno al presidio nel piazzale all’ingresso dello stabilimento per un confronto sull’esito dell’incontro in videoconferenza.
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