Yokohama, una ditta si fa avanti torna la speranza tra gli 84 operai

Al vertice di Roma confermato l’interesse di una società per l’acquisto, ora la palla passa alla proprietà Stop alla procedura di messa in liquidazione. Il sindaco: lavoriamo tutti per difendere i posti di lavoro
ORTONA . C’è l’apertura a valutare l’interesse di una società per l’acquisizione del sito industriale e almeno per il momento non partirà alcuna procedura per la messa in liquidazione dell’azienda. È questo l’esito del primo vertice ministeriale sulla Yokohama, multinazionale giapponese che ha chiuso da poco più di un mese il suo stabilimento ortonese dove produceva tubi off-shore per condotte petrolifere. Ieri mattina si è tenuto il tavolo che in condizioni normali si sarebbe tenuto al ministero dello Sviluppo economico ma che invece è avvenuto in videoconferenza. Rappresentanti del Governo, della Regione, del Comune, sigle sindacali e rsu hanno partecipato ai lavori. C’era il dubbio sulla presenza della proprietà giapponese, considerando che fino a ieri aveva delegato sempre i suoi avvocati al confronto dopo l’improvvisa decisione sulla chiusura. Invece alla videoconferenza oltre ai legali ha preso parte anche il vicepresidente Yokohama Europa, Tetsuya Tamaki.
«Dopo una estenuante discussione», commenta l’assessore regionale allo sviluppo economico Mauro Febbo, «con la Sottosegretaria Alessandra Todde abbiamo raggiunto l'accordo che il ministero sospenderà ogni azione unilaterale, ma soprattutto sono stato delegato a tessere i contatti tra la Yokohama e la società che si è già dimostrata disposta e disponibile ad acquisire lo stabilimento di Ortona. Lavorerò affinché ci sia un confronto tra le parti nel più breve tempo possibile, cercando di raggiungere un auspicato accordo per dare un futuro tanto allo stabilimento produttivo quanto agli 84 lavoratori coinvolti». La Yokohama, almeno inizialmente, è sembrata decisa nel voler confermare le sue decisioni: «Si è presentata senza ravvedersi sulla decisione di mettere in liquidazione lo stabilimento di Ortona e soprattutto senza proporre ipotesi alternative, come da me sollecitato a margine dell'incontro del 3 agosto», continua Febbo che parla di «un percorso difficile». Tuttavia «nella convinzione di dover lavorare con solerzia e sollecitudine, si è deciso di riconvocare il tavolo ministeriale con tutti i portatori di interesse già per la prossima settimana».
Il sottosegretario Todde ha condotto brillantemente i lavori, riuscendo ad evitare - almeno per il momento - la procedura di messa in liquidazione. «Tutte le parti», sottolinea il sindaco Leo Castiglione, «stanno lavorando per giungere ad una soluzione che possa preservare la capacità produttiva del nostro territorio. A partire delle istituzioni che in un fronte unico, Governo, Regione e Comune, si sono resi disponibili per mettere in campo tutte le azioni per mantenere la capacità occupazionale e produttiva del sito».
Al termine dell’incontro sindacati e rsu si sono recati al presidio per riferire ai lavoratori sull’esito dell’incontro. Le maestranze si aggrappano a quel che di buono è emerso dal vertice. Nei prossimi giorni verrà valutato il reale interesse della società brianzola verso lo stabilimento di contrada Tamarete e nel prossimo tavolo ministeriale potrebbero esserci nuovi importanti sviluppi sulla vertenza.

