Zes, Marsilio non ne parla Imprenditori preoccupati

25 Febbraio 2020

La Rana (AssoVasto): «A tre anni dal decreto non si è visto ancora nulla nel Vastese Senza incentivi le multinazionali fuggono da qui, non c’è più tempo da perdere»

VASTO. Crisi industriale. Il rilancio dell’economia parte dalle infrastrutture, ma non solo. «Vasto attende ancora la Zona economica speciale (Zes, ndc)», fa notare il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana.
«Ho sentito con piacere che l’assessore regionale Nicola Campitelli durante la conferenza del governatore della Regione, Marco Marsilio che ha annunciato 12 milioni per il potenziamento del porto di Punta Penna, ha dichiarato che è triste vedere i Tir che vanno da Ancona in Puglia e viceversa e non utilizzano il porto di Vasto e che va fatto il possibile per trattenere gli imprenditori e dare loro le opportunità per lavorare a Vasto. Bene, la Zes è una di queste opportunità. Attualmente», ricorda il direttore di AssoVasto, «le multinazionali fuggono a Salerno».
A distanza di quasi tre anni dall’approvazione del decreto legge 91 sulle Zone economiche speciali e a un anno dalla perimetrazione fatta dall’ex giunta regionale guidata da Luciano D’Alfonso, gli imprenditori del Vastese sono ancora in stand-by. «È sotto gli occhi di tutti», dice il direttore di AssoVasto, Giuseppe La Rana, «che la nostra economia è messa a rischio dalla concorrenza di altre realtà internazionali, grazie alle agevolazioni fiscali e a iter burocratici decisamente più snelli. Esattamente quello che le azienda delle aree industriali di Vasto, San Salvo e Gissi potrebbero offrire con il riconoscimento della Zes. I tempi industriali non sono quelli della politica. La questione Zes non è stata affrontata da Marsilio durante la conferenza stampa. Spero che sia implicito l’arrivo delle Zone economiche speciali con una perimetrazione non limitata alle zone archeologiche».
Il direttore di AssoVasto rivolge un nuovo appello alla politica. «Chiediamo ai referenti regionali di intensificare l’interlocuzione con il ministero. Non c’è più tempo. Vasto, San Salvo, Gissi hanno bisogno della Zes. È necessario evitare che le multinazionali scappino. Vanno redistribuiti gli ettari concessi a Vasto e le aree prescelte vanno individuate dove ci sono insediamenti. Gli industriali sono pronti a dimostrare di poter guadagnare in base alla domanda, anche quote aggiuntive».
AssoVasto auspica la modifica alla perimetrazione non tanto quantitativa ma soprattutto qualitativa al fine di vedere concretizzati nel più breve tempo possibile i benefici fiscali e le agevolazioni derivanti dalle zone economiche speciali.
«Su Punta Penna», ricorda il direttore di AssoVasto, «le aree individuate dalla precedente giunta regionale oltre a essere modeste, sono anche troppo sbilanciate su lotti in disuso o da completare urbanisticamente. Stesso discorso anche per l’area industriale di San Salvo».
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