Zona 22 all’abbandono, pulizia in vista del Giro

SAN VITO CHIETINO. «Avevamo assicurato nei mesi scorsi che, al di là dei problemi legati alla titolarità dell’area, saremo intervenuti per bonificare la sottostazione e metterla in sicurezza: lo...
SAN VITO CHIETINO. «Avevamo assicurato nei mesi scorsi che, al di là dei problemi legati alla titolarità dell’area, saremo intervenuti per bonificare la sottostazione e metterla in sicurezza: lo stiamo facendo grazie alla collaborazione dell’Ecolan». È il sindaco di San Vito Emiliano Bozzelli a spiegare la presenza di ruspe e operai Ecolan al lavoro da martedì per la pulizia dell’ex sottostazione–zona 22. E finora dall’area è stato tirato fuori di tutto: ferri vecchi, immondizia, barattoli di colla e vernici, sedie sfondate, vetri in frantumi. Degrado che in molti da tempo avevano notato essendo l’area posizionata proprio sulla Via Verde, da cui si accede tramite cancelli rotti.
«L’intervento è realizzato dalla Ecolan, che ringraziamo per la disponibilità e l’impegno, nell’ambito del contratto di servizi che ha con il Comune», spiega Bozzelli, «un intervento per fare il quale ho avvisato anche Provincia ed Rfi perché la zona, gestita fino a febbraio 2020 dal comodato d’uso Fs-Provincia-Comuni, è purtroppo in uno stato di abbandono. Dopo la pulizia metteremo l’area in sicurezza realizzando un recinto più alto e segnalando il pericolo di accesso». Il tutto in attesa che si risolva la questione del passaggio di proprietà degli immobili delle ferrovie ormai dismessi.
Infatti Zona 22 è stata concessa in comodato d’uso al Comune fino a febbraio 2020. In teoria la concessione sarebbe scaduta, ma per Provincia e Rfi, visto il problema intercorso del Covid, non lo è. Di fatto però tra rimpalli vari l’area da spazio pieno di vita tra mostre, concerti, palestra, dibattiti che nel giugno 2018 e fino al 2020, tra le proteste della minoranza, l’amministrazione Bozzelli affidò a tre associazioni in sub comodato d’uso (col benestare anche delle Ferrovie e della Provincia) si è trasformata in discarica, rifugio per senza tetto. Da tre anni quindi tutto sarebbe in sospeso, anche le concessioni. «In attesa che si definisca la questione delle concessioni», chiude Bozzelli, «non potevamo lasciare l’area nelle condizioni in cui era, soprattutto in vista del Giro d'Italia». (t.d.r.)
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