Zona 22, il collettivo sfrattato dal Comune

Rischiano di perdere la sede ragazzi che occupano un’area abbandonata ora del tutto ristrutturata
SAN VITO. Una raccomandata del Comune che invita a sgomberare i locali entro 10 giorni, mette a rischio il futuro di Zona 22, lo spazio sociale ricavato nell'ex sottostazione di San Vito marina occupato e autogestito da tre anni da un gruppo di ragazzi e ragazze. Il braccio di ferro tra Comune e centro di aggregazione sociale dura da tempo: da una parte il Comune che non gradisce l'occupazione abusiva di un'area divenuta pubblica a seguito della dismissione della linea ferroviaria. Dall'altra i ragazzi che hanno trasformato un luogo abbandonato in uno spazio ripulito da immondizia ed erbacce e aperto a numerose attività, tra cui un orto sociale, serate di cinema e musica, battaglie e manifestazioni ambientaliste. «La storia di Zona 22 inizia nel dicembre del 2012», si legge in una nota del coordinamento, «il Comune si è accorto di noi nell'agosto del 2012 quando attraverso i carabinieri ci chiede di fare una richiesta per l'eventuale assegnazione: noi la facciamo attraverso due associazioni, ma la risposta è no. Noi non ce ne andiamo e continuiamo con le nostre attività e i nostri progetti. Ne abbiamo fatti tanti senza nuocere a nessuno: abbiamo portato a San Vito migliaia di persone da tutta Italia che oltre allo spazio di Zona 22 hanno attraversato l'intero territorio, abbiamo collaborato con la scuola elementare e materna, abbiamo ospitato personalità di livello internazionale come Hebe De Bonafini portavoce delle Madri di Plaza de Mayo, Elio Germano vincitore del premio come miglior attore al festival di Cannes, Beppe Voltarelli vincitore del premio Tenco al festival di Sanremo». «Se il problema è il fatto che siamo in occupazione», proseguono i ragazzi, «questo è di facile soluzione. Basterebbe riconoscere il lavoro di pubblica utilità svolto assegnando il posto alle associazioni che se ne sono occupate finora. Forse non è così, forse il problema è politico, perché Zona 22 si intromette nelle scelte amministrative e le contesta quando esse non hanno né capo né coda. Forse non è così, forse è una questione personale, una sorta di invidia nei confronti di chi, a differenza degli amministratori, riesce a portare a termine i propri obiettivi. Forse non è così, forse è una questione ideologica, per chi ha nostalgia dei tempi bui fortunatamente andati. Ma siamo pronti a parlare e confrontarci pubblicamente con l'amministrazione». (d.d.l.)
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