È bagarre sul caso Veri-M5s Marchegiano: non c’è coerenza

1 Febbraio 2018

ORTONA. Il caso Rinaldo Veri riapre ferite non del tutto rimarginate. La candidatura dell’ammiraglio con il M5S alle prossime elezioni politiche seguita dall’immediato dietrofront perché già eletto...

ORTONA. Il caso Rinaldo Veri riapre ferite non del tutto rimarginate. La candidatura dell’ammiraglio con il M5S alle prossime elezioni politiche seguita dall’immediato dietrofront perché già eletto nel consiglio comunale di Ortona dopo essere stato aspirante sindaco per una coalizione nella quale facevano parte il Pd ed altre liste civiche, ha scatenato una bagarre con protagonisti un altro aspirante primo cittadino alle scorse amministrative, Giorgio Marchegiano, e poi di Cristiana Canosa e Camillo D’Alessandro.
«Nei mesi che precedettero le elezioni comunali di Ortona», ha dichiarato Marchegiano, «ci furono continue ed estenuanti pressioni affinché ritirassi la mia candidatura a sindaco e convergessi su quella di Veri. Alcuni esperti di politica provarono a spiegare al nostro gruppo che la mia candidatura avrebbe ostacolato la vittoria di un esempio di rettitudine, coerenza e fermezza». Lui però tentò di diventare ugualmente sindaco della città. «Tale scelta, che oggi è chiaro a tutti fosse quella giusta», ha detto dopo la vicenda Veri-M5S, «ci costò molto cara perché al secondo turno gran parte degli architetti della coalizione di Veri decise, legittimamente, di voltarci le spalle. I principali, almeno due, sono a un passo dal diventare parlamentari». Il riferimento, non troppo velato, è a D’Alessandro e Canosa, che hanno immediatamente ribattuto.
Per il primo le parole del giovane consigliere sono false e a lui ricorda: «Sei stato invitato a candidarti sindaco con noi, non ti è mai stato chiesto di fare un passo indietro ma la candidatura di Veri è arrivata solo dopo il tuo rifiuto». Anche Cristiana Canosa ha confermato come sia stato lo stesso Marchegiano a voler intraprendere strade diverse: «Credevo in lui quale candidato sindaco», ha rivelato. «Avrei accettato volentieri di essere il suo vicesindaco o un suo assessore, il punto non era la mia persona ma dare un’amministrazione valida a Ortona». (a.s.)
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