È festa, riapre San Biagio Mai fatti i lavori promessi

3 Febbraio 2020

Oggi torna il rito dell’unzione della gola caro a generazioni di lancianesi Ma restano le lesioni a tetto, mura e campanile, Filippone: «I fondi non ci sono»

LANCIANO. È la chiesa di San Biagio, con i sui tesori e i suoi “acciacchi” ad accogliere oggi centinaia di fedeli che, fin dal mattino, vi si recano per l’unzione della gola. L’antico rito, caro ai lancianesi, si rinnova ogni anno per la festa di San Biagio, considerato il protettore della gola: secondo la leggenda, il santo avrebbe guarito miracolosamente un bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce. L’unzione è in programma dopo le messe, alle 8, alle 9.30 e alle 11 (quest’ultima è celebrata dall’arcivescovo Emidio Cipollone) e fino alle 13 per poi riprendere dalle 14.30 e andare avanti fino alle 21.30. Oltre all’unzione della gola si possono prendere le candele benedette (ieri è stata la festa della Candelora) simbolo di luce. Dolce ristoro dopo la fila, è nei tipici taralli di San Biagio, nella versione all’anice o in quella con lo zucchero.
Ma, raggiungere la chiesa di San Biagio è anche occasione per molti di passeggiare nei vicoli di Lancianovecchia, ammirare la Torre della Candelora, Sant’Agostino (la cui facciata è stata da poco restaurata) la chiesetta di Santa Croce col miracolo della Ricciarella. Un tuffo nei secoli fino a raggiungere San Biagio, tra le chiese più antiche di Lanciano: la prima documentazione scritta, una bolla papale di Nicolò II, la fa risalire al 1059, ma la cripta rivela una struttura preesistente, paleocristiana. Secoli che significano anche necessità di lavori: ci sono problemi al tetto, alle mura, al campanile, infiltrazioni tanto che quasi 10 anni fa uno staff di architetti – Graziella Borgia, Francesco Cotellessa, Piergiorgio Renzetti e Antonio Di Naccio – guidati da Vittorio Renzetti, scomparso nel 2017, ha realizzato un progetto di restauro, gratuito. Il progetto è appeso ancora oggi sui muri della chiesa. Foto, ricerche e studi per far tornare a risplendere l’edificio la cui manutenzione ordinaria è seguita dalla confraternita Maria Santissima dei raccomandati. Oggi la chiesa è aperta per la festa della Candelora e San Biagio, per visite turistiche e matrimoni. «Il progetto c’è ed è visibile» dicono dalla confraternita, «deve ovviamente essere rivisto, giacché sono trascorsi quasi 10 anni dalla sua stesura. Il problema resta quello dei fondi». Si è tentata la strada dell’8 per mille, ma non è andata a buon fine.
«L’attenzione per la cura e il recupero dei gioielli del nostro quartiere c’è», dice Raffaele Filippone, presidente dell’associazione Amici di Lancianovecchia, «ovviamente la ristrutturazione di San Biagio sarebbe un ulteriore tassello. Noi abbiamo recuperato la torre della Candelora e la facciata di Sant’Agostino. Il Comune ha sistemato via dei Frentani (e durante i lavori sono emerse tombe del VI-VII secolo d.C. e la parte più bassa della antica scalinata di San Biagio; poi ricoperte) e Porta San Biagio. Si lavora per valorizzare il quartiere più antico della città e inserirlo nei percorsi turistici, ma non è semplice».