È lancianese la prima nata nel reparto ora a rischio

2 Gennaio 2020

Vittoria è venuta al mondo ieri all’1,12: pesa 3,120 chili. Era attesa per sabato 28 Nel 2019 al Renzetti 506 parti: la soglia minima per tenere in vita il reparto è 500  

LANCIANO. È lancianese la prima nata in Abruzzo. Si chiama Vittoria, pesa 3 chili e 120 grammi ed è la gioia dei genitori, Roberto Bomba e Szamanta Legrady e anche del reparto di Ginecologia-ostetricia dell’ospedale Renzetti diretto da Antonio Di Francesco. Reparto che ha rischiato grosso. Solo 506 i parti nel 2019, un calo che segue un po’ l’andamento nazionale che vede un continuo decremento delle nascite, un po’ per l’accentramento dei servizi negli ospedali provinciali e un po’ anche per le sofferenze ormai storiche del reparto per quanto riguarda il comfort alberghiero. Problemi recuperati dal personale che, nonostante le difficoltà, le carenze a livello numerico, con abnegazione riesce a supplire alle mancanze strutturali. Infatti l’unità ha conquistato ancora una volta il “bollino rosa”, dati ai reparti con l’offerta migliore di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne. Si spera nel 2020, poi, per far partire i lavori di ristrutturazione attesi da oltre 12 anni, da 5.800.000 euro.
LA PRIMA NATA. Un anno che inizia sotto i migliori auspici e un con un nome che è tale. «Vittoria è un nome che per noi ha un grande significato», dicono emozionati i genitori Szamanta e Roberto che vivono a Lanciano, «l’aspettavamo il 28 dicembre, ha scelto di venire al mondo a Capodanno. Siamo felicissimi anche perché è la nostra prima figlia». Vittoria è sbocciata alla vita all’1,12 ed è nel nido super coccolata assieme all’ultimo nato del 2019, un maschietto venuto alla luce il 29 dicembre. Il piccolo ha il numero 506, il più basso registrato negli ultimi anni.
SOPRA I 500 PARTI. Dal 2014 il reparto si era attestato sui 650 parti annui con dei picchi (ad esempio 670 nel 2016), nel 2018 era sceso a 583 nati e ora nel 2019 a 506. Ci sono rischi di chiusura? A livello regionale è prevista la chiusura dei punti nascita che per tre anni di seguito sono sotto 500 parti, e non è il caso di Lanciano, inoltre ci sono eccezioni, come Sulmona, che fanno stare ancora più “tranquillo” il Renzetti. E poi l’unità di Di Francesco rispetta tutti i parametri di sicurezza: guardia anestesiologica e sala operatoria h24, assistenza pediatrica h24, presenza del servizio Stam, l’ambulanza per soccorrere le donne che hanno problemi nel momento del parto, e Sten per il trasporto del neonato prematuro a Chieti. Inoltre sono alti i numeri delle visite, degli ambulatori, degli interventi ginecologici, delle interruzioni di gravidanza che nel 2019 hanno avuto anche un arresto per carenza di personale.
I LAVORI. Il fatto che nascano sempre meno bambini al Renzetti può essere ricondotto anche al comfort alberghiero: toppe al pavimento in amianto e stanze antiquate non invogliano a partorire a Lanciano. I lavori, attesi da 12 anni, erano bloccati da tre perché la gara è finita nei tribunali. «La questione si è chiusa davanti al Consiglio di Stato», spiegano dalla Asl, «la sentenza ha dato ragione alla società ricorrente, per un errore tra l’altro evidenziato dalla stessa azienda, e ha escluso la ditta prima classificata, facendo così scorrere la graduatoria. La seconda ditta ora deve disporre il progetto esecutivo. Speriamo ad aprile di aprire il cantiere». Nel frattempo bisogna capire come fare i lavori da 5.800.000 euro che prevedono il rifacimento dell’unità: stanze di degenza, ambulatori, sala parto all’avanguardia, pavimentazione, strumenti. Sono due le idee da analizzare: a fasi, come fatto per la Pediatria, o spostamento in blocco, probabilmente dove c’era l’ex Chirurgia.
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