È morto Cirotti dopo 7 giorni di agonia

20 Novembre 2017

L’ex giornalista e vigile del fuoco deceduto all’ospedale di Pescara: era stato investito da un’auto lunedì scorso in via Herio

CHIETI. Non ce l’ha fatta Fernando Cirotti. A una settimana dall’investimento in via Asinio Herio, l’ex giornalista ed ex vigile del fuoco di 84 anni è morto all’ospedale di Pescara, dove era stato ricoverato con un grave trauma cranico nel reparto di Rianimazione.
Lunedì scorso il «cavaliere», come lo chiamava la cerchia degli amici più stretti, stava attraversando via Herio nei pressi di largo Cavallerizza, in corrispondenza del tratto di strada dove per tanto tempo c’erano state le strisce bianche. Strisce pedonali cancellate da tempo, ma ancora leggermente visibili. Per abitudine in tanti continuano ad attraversare via Herio proprio in quel punto, nonostante l’attraversamento sia pericoloso a causa della ridotta visibilità. Il tratto si trova infatti in curva e con degli alberelli che contribuiscono a limitare ancora di più la visibilità.
Alla guida della Fiat Cinquecento bianca che ha investito Cirotti c’era una signora di 57 anni di Casacanditella che agli agenti di Polizia locale intervenuti ha detto di non aver assolutamente visto il pedone che attraversava la strada. In quella mattinata pare ci fossero anche raggi di sole che spuntavano dalle nuvole da cui la donna ha detto di essere stata colpita. Di fronte alla legge la sua posizione ora si aggrava: la donna ora non rischia più un’accusa per lesioni, ma per omicidio stradale.
Le indagini sull’investimento sono condotte dalla polizia municipale, coordinata dal comandante Donatella Di Giovanni, e dove lavora il figlio del ferito, il maresciallo Alberto, intorno al quale ora si stringe l’intero corpo della polizia municipale.
Cirotti era un grande appassionato di pallavolo. Fino a due anni fa è stato giudice unico del Comitato regionale Fipav (Federazione italiana di pallavolo). Un ruolo che ha ricoperto per una decina d’anni. Inoltre Cirotti era cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica e stella d’argento dei dirigenti Coni. Infine era anche uno storico cantore del coro del Miserere della processione del Venerdì Santo. (a.i.)
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