È morto l’ex direttore Casinelli, un pilastro della cartiera Burgo

8 Novembre 2022

Arrivò nella fabbrica di via Piaggio nel 1990: guidò gli anni del rilancio dello stabilimento teatino Sabato era stato a cena con i suoi ex dipendenti: «Era un uomo empatico e di grande spessore» 

CHIETI. È arrivato nello stabilimento di via Piaggio nel 1990 quando, al termine di dieci anni di amministrazione controllata, la Burgo ha acquistato la Celdit e ha guidato gli anni del rilancio dello stabilimento teatino. Antonio Casinelli è stato il direttore della ripresa prima della grande crisi del settore della carta: un infarto ha improvvisamente stroncato la sua vita ieri all'età di 77 anni. Sabato sera era stato a cena con una cinquantina di ex dipendenti Burgo, visto che l'ex direttore, amato e stimato, aveva mantenuto ottimi rapporti con gli ex dipendenti del grande stabilimento di Chieti Scalo. «Ogni tanto facevamo questi raduni», dice Antonio Cardo, alla Burgo per 37 anni sia come dipendente che come sindacalista Uil, «sabato c'ero anch'io e Casinelli stava benissimo. È stata come al solito una bella serata. Lui era una persona squisita, sia sotto il profilo umano che professionale. Come direttore era dotato di grande professionalità e capacità. Empatico, alla mano e sempre molto disponibile, le relazioni sindacali erano ottime. Abbiamo sviluppato diversi progetti insieme». Casinelli, originario di Arpino, in provincia di Frosinone, dottore in chimica, arriva nello stabilimento teatino appena rilevato dalla Burgo nel 1990. Ricopre alcuni incarichi dirigenziali prima di diventare direttore di stabilimento. Rimane alla Burgo di Chieti fino al 2004. Nel 2007 la Burgo deciderà di chiudere la fabbrica teatina: l'inevitabile crisi del settore della carta ha messo in difficoltà anche il più grande gruppo italiano di settore quale era la Burgo che si è trovata costretta a rinunciare ad alcuni dei suoi 13 stabilimenti italiani, tra cui quello di Chieti Scalo con i suoi 495 dipendenti. Un dramma sociale, ennesima ferita per la città che da decenni progressivamente assiste a un'emorragia di posti di lavoro. Casinelli, trasferito a dirigere un altro stabilimento del gruppo, a quel punto era già lontano, ma in tanti lo ricordano come l'ultimo vero direttore dello stabilimento di via Piaggio. Nel frattempo, nonostante il trasferimento, si era stabilito a Chieti, città che diceva di amare moltissimo, nella sua casa di via Forlanini a Santa Barbara. «Alla fine era diventato un teatino verace», dice Cardo, «a Chieti si era trovato molto bene, tanto da farne la sua città d'adozione». I funerali si tengono domani alle 11 al Sacro Cuore dove ci saranno la moglie Catia e i figli Simone e Laura.