È pizze e foje il piatto più cliccato nei menù

Lanciano. Le pietanze della tradizione riprese, riproposte e conservate dalla Cucina popolare frentana
LANCIANO. Pizz e foje è la ricetta più cliccata tra quelle caricate sul canale You tube della Cucina popolare frentana. Seguono coniglio e patate sotto al coppo, pallotte cace e uova e le ciammaiche, ossia le lumache ripiene cotte al sugo nel tegame di coccio. Piatti della tradizione che sono veri e propri scrigni di sapori e saperi e che, grazie al progetto di Gal Maiella Verde e Slow Food Lanciano, vengono conservati per le future generazioni in testimonianze digitali come il canale You Tube e, da ieri, anche sul nuovo sito internet www.cucinapopolarefrentana.it. Sono quattordici le strutture, tra agriturismi e ristoranti, che si trovano a Lanciano, Altino, Borrello, Casoli, Guardiagrele, Montazzoli, Palombaro, Pizzoferrato, Rocca San Giovanni, San Martino sulla Marrucina, Scerni e Torricella Peligna, che partecipano alle rassegne stagionali con menù specifici a prezzi bloccati e "popolari" che esaltano e celebrano la tradizione del territorio. La rassegna invernale si è appena conclusa. I ristoratori, che in molti casi sono anche contadini, allevatori, norcini, olivicoltori, diventano così i primi ambasciatori di saperi e prodotti locali.
Il progetto Cucina popolare frentana si propone come uno strumento di divulgazione e conoscenza di una zona che va da Lanciano alla Maiella e fino al Vastese che può contare su un patrimonio immateriale autentico e legato all’agricoltura. Una prima raccolta di immagini e videointerviste raccolte sul canale You Tube documenta le testimonianze dei protagonisti, le preparazioni di alcuni piatti e le ricette identitarie della cucina popolare frentana. La ricetta, preparata spesso con materie prime umili, viene restituita nei filmati a cura del regista lancianese Francesco Enzo Testa, come uno strumento essenziale per rivelare in pochi minuti il valore intrinseco della civiltà agro-pastorale del territorio per parlare di cibo, di come si produce e si trasforma, ma anche per raccontare rituali autentici e mostrare gli antichi strumenti di cucina, dal coppo ai tegami di terracotta. «Accanto al prezioso lavoro di conservazione e di divulgazione di un patrimonio culturale che rischia in parte di scomparire», hanno spiegato i promotori Gal Maiella Verde e Slow Food Lanciano, «intendiamo costruire un cammino moderno di riscoperta della tradizione gastronomica locale che stimoli sensibilità nuove e generi economia».
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