È scontro sui fondi dell’Europa Il Comune: «Nuova denuncia»

29 Gennaio 2021

Si muove il segretariato europeo dopo le accuse dell’amministrazione Ferrara sull’inesistenza del progetto di Di Stefano per salvare palazzo Massangioli e l’ex Eden: «I documenti sono falsificati»

CHIETI. Novità sul caso del progetto europeo da 6 milioni di euro annunciato da Fabrizio Di Stefano in campagna elettorale ma che, secondo l’amministrazione comunale del sindaco Diego Ferrara, non sarebbe stato mai presentato. Il Comune fa ora sapere che il Segretariato europeo dell’Uia (Urban Innovative Actions) agirà legalmente in merito al progetto “Chieti Open Heritage” che prevedeva la riqualificazione di palazzo Massangioli e dell’ex cinema Eden e l’organizzazione di corsi di alta formazione musicale e teatrale. L’organismo europeo, dice il Comune, agirebbe per «falsificazione di documenti del Segretariato e chiaro intento di frode». L’intento è stato manifestato in una comunicazione inviata all’amministrazione comunale.
La comunicazione è suonata alle orecchie dell’amministrazione comunale come una conferma di quanto era stato annunciato qualche giorno fa nel corso di una conferenza stampa trasmessa anche via Facebook. «Un falso», dice il Comune, «è così che il Segretariato per mano di Raffaele Barbato, il coordinatore dei progetti Uia, ha definito la comunicazione ufficiale su carta intestata dell’Unione europea e a firma del direttore Tim Caulfield, allegata a quella relazione, tanto che ora agirà legalmente a propria tutela contro la falsificazione delle carte presentate in dicembre agli uffici comunali ad opera della responsabile del progetto, incaricata dall’amministrazione dell’ex sindaco Umberto Di Primio. Un’ulteriore conferma che il Comune di Chieti è stato frodato, perché non ha ricevuto e non riceverà i fondi annunciati da mesi dagli uscenti, tanto da diventare anche cavallo di battaglia dell’ex candidato sindaco Di Stefano peraltro in tempi in cui i vincitori erano stati definiti e il bando ufficialmente chiuso».
Nel frattempo Silvia Di Pasquale e Vincenzo Ginefra, capigruppo delle liste civiche Chi Ama Chieti e Chieti C'è vanno all’attacco sul piano politico e chiedono le dimissioni di Di Stefano (Lega). «Non può certo Di Stefano», dicono i due consiglieri, «seppur estraneo al comportamento non congruo e lesivo per l’ente del progettista incaricato, allontanarsi dalla responsabilità politica di cui lui è assoluto titolare: accertare la veridicità e la correttezza dell’operato del professionista era un suo preciso dovere nel momento in cui dell’attività in esame ha fatto uno dei punti cardine della propria propaganda. Dopo aver appreso le notizie degli ultimi giorni, e soprattutto alla luce dell’ulteriore nota arrivata ieri dal Segretariato della Commissione europea in cui viene certificato il palese raggiro, causa di un danno di immagine enorme per l’ente nonché una mancata chance per l’intera comunità cittadina, siamo convinti che l’invito alle dimissioni sarà rivolto a Di Stefano dallo stesso coordinatore regionale del suo partito, Luigi D’Eramo».
L’europrogettista accusata di aver prodotto un documento falso, Imma Scognamiglio, sembra invece che stia organizzando una conferenza stampa per la prossima settimana.
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