Comunicato Stampa: CRV - Assessore Manuela Lanzarin in commissione su sviluppi piano vaccinale veneto

11 Marzo 2021

(Arv) Venezia 11 mar. 2021 – 457.616 dosi somministrate in Veneto al 10 marzo, 148.253 persone vaccinate con la doppia dose, 17.706 persone vaccinate nella sola giornata di mercoledì 10, 58 punti di somministrazione attivi nel territorio regionale e da questo weekend aperti sette giorni su sette: sono alcuni dei macro-numeri del piano vaccinale veneto illustrato dall’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin nel corso dell’informativa resa alla quinta commissione del Consiglio regionale, presieduta da Sonia Brescacin (ZP). Il piano veneto – ha chiarito l’assessore - è in fase di aggiornamento alla luce del nuovo piano nazionale oggi all’esame della Conferenza Stato-Regioni e alle relative direttive nazionali che la Giunta farà proprie con la delibera che verrà adottata martedì prossimo. Dal mese di aprile saranno disponibili quantitativi molto consistenti dei vaccini Pfizer e Astrazeneca e del nuovo Johnson&Johnson. Avranno priorità, secondo il piano emanato dal ministero della Salute, i pazienti superfragili, le persone con disabilità insieme ai caregiver e congiunti, i genitori dei bambini immunodepressi. “Si passerà poi – ha anticipato l’assessore – al criterio di età, in ordine decrescente, a partire dai 79 anni in giù”. Il piano veneto – ha sottolineato Lanzarin - punta ad intensificare le somministrazioni e ad arrivare a 50 mila dosi al giorno, grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale (l’accordo verrà deliberato in Giunta martedì prossimo), alle vaccinazioni a domicilio da parte delle Usca, all’impiego dei medici specializzandi (già dal primo anno, secondo gli accordi in corso con le università di Padova e di Verona) e a possibili intese con le categorie economiche che potranno prevedere la somministrazione dei vaccini anche nei luoghi di lavoro. ” Stiamo valutando, inoltre, accordi con i medici odontoiatri e con i farmacisti”, ha aggiunto l’assessore. Quanto ai presunti ritardi del Veneto nelle somministrazioni, Lanzarin ha ricordato che il Veneto ha rispettato le indicazioni ricevute di accantonare il 30 per cento delle fiale di Pfizer e di Moderna per la seconda somministrazione e che nel rallentamento iniziale ha inciso anche l’utilizzo di Astrazeneca limitato nella prima fase agli under 55 anni. Tale limite ora è superato – ha specificato l’assessore – e le dosi di Astrazeneca attualmente sono indirizzate a due categorie specifiche: insegnanti e operatori del mondo della scuola e forze dell’ordine”. In relazione, invece, alle diverse priorità date in altre regioni, Lanzarin ha chiarito che la Regione Veneto ha intenso e intende rispettare gli indirizzi nazionali: “La libera iniziativa delle regioni, che in maniera autonoma hanno deciso di vaccinare alcune categorie piuttosto che altre, non appare gestibile”. Archivio comunicati La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO