4 Ristoranti, Borghese premia “Penelope a mare” di Pescara

25 Gennaio 2018

PESCARA. La cucina di mare di alta qualità, lo stile raffinato e cosmopolita che richiama l’atmosfera vacanziera e scanzonata delle isole greche o di Formentera e l’attenzione quasi maniacale al...

PESCARA. La cucina di mare di alta qualità, lo stile raffinato e cosmopolita che richiama l’atmosfera vacanziera e scanzonata delle isole greche o di Formentera e l’attenzione quasi maniacale al servizio e ai dettagli hanno premiato il locale “Penelope a mare”, sulla riviera nord di Pescara, quale «miglior ristorante nel mare».
La proprietaria, Francesca Caldarelli, 38 anni, si è aggiudicata il titolo durante il celebre programma “4 Ristoranti” dello chef giramondo Alessandro Borghese. La sfida culinaria itinerante alla scoperta delle specialità di pesce più apprezzate in Abruzzo è andata in onda martedì sera su Sky Uno, durante la seconda puntata della quarta stagione della popolare trasmissione. Nei mesi scorsi Chef Borghese si è spostato tra i lidi e i trabocchi che insistono lungo i 133 chilometri di costa abruzzese per selezionare i quattro migliori ristoranti e metterli uno contro l’altro.
Oltre a “Penelope a mare” sul lungomare di Pescara, hanno preso parte alla competizione gastronomica anche Lido Cortesito a Francavilla al Mare, gestito da 14 anni da Tiziano, il Trabocco San Giacomo a San Vito Chietino regno di Wilma e il Trabocco Punta Rocciosa a Fossacesia Marina, di proprietà di Tiziana. La formula del programma prevede che ogni ristoratore inviti a cena Borghese e gli altri tre concorrenti. Tutti sono tenuti a commentare e dare un voto da 0 a 10 per la location, il menù, il servizio e il conto, ma solo il vincitore ha diritto a un assegno da 5mila euro da investire nella propria attività.
La sfida tra le cucine d’Abruzzo è stata registrata la scorsa estate, ma fino alla puntata di martedì sera il nome della vincitrice, Francesca Caldarelli, è rimasto segreto, pena l’esclusione dal programma.
Francesca, originaria di Sambuceto, ha rilevato il club ristorante “Penelope a mare” qualche anno fa assieme al marito, l’ex pilota di Formula 1 Tonio Liuzzi, e lo ha trasformato in un locale alla moda dall’anima mediterranea.
Com’è stata quest’avventura televisiva?
«Mi ha emozionato, sia durante le riprese del programma e sia quando ho visto la registrazione a distanza di sei mesi. Posso dire, dopo aver visto il prodotto finale, che non c’è nessuna finzione e nessun copione studiato a tavolino. Tutto quello che è stato mostrato in tv corrisponde alla realtà. Il bello è che noi non li abbiamo mai cercati, ma è stato lo staff di Alessandro Borghese a trovare noi. Ci hanno detto di aver fatto una selezione sulla base del riscontro delle agenzie presenti sul territorio e dei social e hanno deciso di venire a vedere con i loro occhi».
Cosa le ha lasciato questa esperienza?
«I “4 ristoranti” mi ha lasciato l’orgoglio di essere abruzzese e nessun amaro in bocca, perché anche gli errori commessi mi aiuteranno a crescere e ad andare avanti in questo campo. Con mio marito abbiamo viaggiato tantissimo, avremmo potuto trasferirci in qualsiasi altra città del mondo, ma non lo abbiamo fatto perché crediamo tantissimo nelle potenzialità di questa nostra terra. Anche la fotografia dei miei compagni di avventura ha mostrato l’Abruzzo così com’è nelle sue tante sfaccettature: chi è divertente, chi pittoresco, chi viaggia tanto e chi resta radicato alla tradizione».
Cosa ha imparato da Alessandro Borghese?
«È un professionista. Guardandolo al lavoro ho avuto la conferma che la professionalità premia. Il suo non è un programma che dà stelle o premi culinari, ma mostra effettivamente com'è la ristorazione oggi: un insieme di servizi dall’accoglienza al cibo, dalla location alla comunicazione e all’apertura verso il cliente e il turismo. Oggi in tanti sanno cucinare, ma è il pacchetto completo che vince».
E dagli altri concorrenti?
«Ognuno mi ha dato qualcosa: Tiziano è molto carino e ironico al punto giusto in ogni momento, Tiziana è una bravissima chef, Wilma è super radicata al territorio e mi ha fato riscoprire le delizie della tradizione».
Qual è il suo punto di forza?
«Tutti i piatti si accomunano per la qualità delle materie prime: si parte dalla cucina tradizionale per poi volgere lo sguardo verso l’innovazione, ma senza mai stravolgere il prodotto».
Sa già come investire il premio in denaro?
«Faremo una riunione nei prossimi giorni con lo staff e decideremo se acquistare attrezzature nuove per la cucina o per la sala. Per me è fondamentale il confronto, anche se poi alla fine ho l’ultima parola su tutto e decido sempre io».