A Chieti i giochi sognanti di Giosetta Fioroni

La Galleria Trifoglio chiude il cerchio sugli artisti di Piazza del Popolo con la personale “Il regno incantato della memoria”
CHIETI. “Il regno incantato della memoria”, quaranta e più lavori di Giosetta Fioroni in mostra da Trifoglio Arte di Chieti dal 17 ottobre al 13 novembre prossimo.
L’associazione culturale diretta da Giuseppina Nori Conti chiude il cerchio a distanza di qualche anno dalla mostra (per il primo anniversario del nuovo showroom in Corso Marrucino) dedicata agli artisti di Piazza del Popolo presentando una ricca personale della pittrice romana anima sognante e visionaria di quella generazione che negli anni Sessanta si riuniva al Caffè Rosati in Piazza del Popolo e alla Galleria La Tartaruga del fotografo Plinio De Martiis a Roma, offrendo straordinari contributi all’arte contemporanea fino a suscitare l’attenzione di artisti delle avanguardie oltreoceano come gli statunitensi Rauschenberg e De Kooning.
Del gruppo-scuola di Piazza del Popolo, formato con Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Giosetta Fioroni, oggi giunta alla soglia dei novant’anni (è nata il (24 dicembre 1932), è stata la sola esponente femminile .
«Un motivo in più per dedicarle una importante personale», sottolinea Giuseppina Nori. «Le sue opere piene di forza e colore la confermano tra le più importanti e coinvolgenti artiste dell’arte contemporanea italiana. Per noi dopo lunghi anni di attività il privilegio di poterla ospitare, un fiore all’occhiello non solo per la città di Chieti ma per l’intero Abruzzo», afferma la presidente della Trifoglio Arte.
La mostra “Il regno incantato della memoria” ripercorre tutto l’itinerario creativo dell’artista a partire dagli Argenti su carta degli anni Cinquanta e Sessanta, proseguendo con alcune tele dello stesso periodo come gli Involucri, i Volti bicolore e i Bambini; esposte inoltre opere raffinatissime degli anni Settanta e Ottanta nelle quali l’artista rappresenta su carta e tela le fiabe, la natura e il sogno. È lo stesso periodo in cui (1971) conosce lo scrittore Goffredo Parise, con il quale inizia una lunga relazione sentimentale e artistica.
Infine le opere degli anni recenti insieme alle ceramiche raffiguranti i Teatri della vita, Le vie della Creta e la Leggerezza dell’oggetto. Nelle opere di Fioroni traspare evidente la mescolanza del presente con la memoria, cenni autobiografici, l’emotività dell’infanzia e citazioni del passato. L’artista sperimenta le possibilità offerte dal collage e dalla fotografia, realizza serie di scatole-assemblages, teatrini e acquarelli in cui sono presenti stelle, fiori, cuori.
La presentazione della mostra, a cura del critico Gabriele Simongini, è in programma domenica 17 alle ore 17 nella sala convegni al primo piano del palazzo Bellavista in Corso Marrucino 76, alla presenza di cariche istituzionali e della stessa Giosetta Fioroni, compatibilmente con le sue condizioni di salute. Catalogo della mostra edito per l’evento con saggio critico di Simongini, tra i maggiori esperti dell’astrattismo italiano e della pop art italiana. Orario per visitare la mostra dal lunedì al sabato 9.30-13, 16.30-20 , ingresso libero.