A confronto sul tema Luce 12 alfieri abruzzesi dell’arte

27 Settembre 2022

VASTO. Dodici artisti abruzzesi si confrontano sul tema della luce nel 55° Premio Vasto d’arte contemporanea. La storica rassegna è intitolata quest’anno “Forme di luce. Artisti abruzzesi demiurghi...

VASTO. Dodici artisti abruzzesi si confrontano sul tema della luce nel 55° Premio Vasto d’arte contemporanea. La storica rassegna è intitolata quest’anno “Forme di luce. Artisti abruzzesi demiurghi tra materia e colori”, un contenuto scelto dalla curatrice, l’archeologa e storica dell’arte Paola Di Felice, per un trentennio alla direzione del Polo museale di Teramo. Promotori il Comitato Premio Vasto d’arte contemporanea e il Comune, col patrocinio della Regione Abruzzo.
Nelle sale di palazzo d’Avalos sono esposte da domani (inaugurazione alle 18), le opere di 12 artisti abruzzesi, espressioni di diverse generazioni, poetiche, linguaggi, qui riuniti dalla curatrice in un accostamento fertile di spunti e rifessioni: Gigino Falconi (Giulianova), Luca Farina (Campli), Giuseppe Fiducia (Anversa degli Abruzzi, 1952- 2011), Valentino Giampaoli (Loreto, ma abruzzese di adozione), Silvio Mastrodascio (Toronto, originario di Crognaleto), Guido Montauti (Pietracamela, 1918-1979), Mariano Moroni (Nereto), Vito Pancella (Lanciano, 1945-2005), Massimiliano Perazzetti (Pescara), Lucia Ruggieri (Roseto), Rena Saluppo (Pescara), Gianni Tarli (Teramo). Otto pittori e quattro scultori, alfieri abruzzesi dell’arte del nostro tempo, un filone spesso indagato in passato dal Premio Vasto e ora nuovamente esplorato da un punto di vista inedito, quello della luce che vela/rivela aprendosi ai vari linguaggi espressivi.
Celebri maestri, nomi ormai storicizzati, dialogano con voci più nuove del panorama contemporaneo. Nel catalogo che accompagna la mostra la curatrice riflette in un saggio su come la luce abbia attraversato la storia dell’arte, per poi approfondirne l’impatto sull’esperienza artistica di ognuno degli artisti scelti per questa esposizione, con schede biografiche e analisi critiche. Paola Di Felice, nell’analisi delle opere ordinate nella mostra, evidenzia l’elemento della luce quale protagonista e interprete della creatività demiurgica dei singoli autori: «L’energia dell’arte, fluendo dirompente attraverso rivelazioni luminose, in questo particolare momento storico si oppone all’oscura minaccia distruttiva sottesa alla situazione pandemica, purtroppo non ancora risolta. Questo contrasto dimostra che i virus, forme primordiali di vita, pur potendo generare morte, restano confinati a una primordialità ancestrale che nulla ha a che vedere con la creatività dell’uomo demiurgo. Il virus, proditoriamente, si trasforma per portare di nuovo morte e aggredire la vita mentre la mano dell’uomo, manipolando materie e forma, esaltate dalla luce primigenia, rende immortale l’umanità tutta, la traghetta oltre i confini del dolore, della sofferenza, della morte».
“Forme di luce” proseguirà fino all’11 dicembre, per consentire a lungo le visite delle scolaresche, confermando l’interesse del Premio per la divulgazione verso i più giovani dei linguaggi odierni dell’arte. Il comitato organizzatore: «Il ringraziamento va all’amministrazione comunale di Vasto e alla curatrice, che generosamente hanno offerto il loro contributo rendendo possibile la realizzazione di questa mostra e scrivendo il capitolo più recente di un’avventura avviata nel lontano 1959. Nel ricordo dell’ideatore del premio, l’avvocato Roberto Bontempo, esempio di costanza e di lungimiranza per tutti noi». Ingresso gratuito.