A Milano i capolavori di Antonello da Messina

Nella monografica a Palazzo Reale (fino al 2 giugno) anche lo splendore dell’Annunciata accanto a opere da tutto il mondo
MILANO. È l’Annunciata, con i suoi occhi scuri e profondi e il viso luminoso incorniciato dall’azzurro del velo, l'opera icona della mostra che Palazzo Reale, a Milano, dedica ad Antonello da Messina, Antonio di Giovanni de Antonio (Messina, 1430 – Messina, febbraio 1479)aperta il 21 febbraio e che resterà allestita fino al 2 giugno.
Accanto alla Vergine, altri 18 dei 35 capolavori autografi di uno dei più importanti ritrattisti del Quattrocento: un tesoro prezioso, considerando il corpus limitato delle opere dell’artista siciliano, conservato in differenti musei italiani e internazionali. Fino ad ora soltanto una volta, nel 2015, le sale di Palazzo Reale avevano ospitato una tela di Antonello da Messina; ora la mostra curata da Giovanni Carlo Federico Villa dona ai visitatori un’unica visione di insieme.
«Una mostra storica», l'ha definita l'assessore comunale ai Beni Culturali Filippo Del Corno, «la cui realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione di diverse istituzioni e che propone al pubblico un racconto affascinante di un artista innovatore». L'esposizione, infatti, è nata grazie all'intesa tra la Regione Sicilia e il Comune di Milano, con prestiti provenienti da tutto il mondo. Tra questi, le figure di “Sant'Agostino”, “San Girolamo” e “San Gregorio Magno” provenienti da Palazzo Abatellis a Palermo, il trittico composto da “Madonna con Bambino”, “San Giovanni Battista” e il “San Benedetto” dalla Galleria degli Uffizi. E ancora l”Ecce Homo” del Collegio degli Alberoni di Piacenza o il “Ritratto d'uomo” della Pinacoteca Malaspina di Pavia, considerato per lungo tempo un autoritratto dell'artista. Non mancano poi capolavori dalle collezioni dei principali musei del mondo: la National Gallery di Londra, il Philadelphia Museum of Art o il Museo statale di Berlino. In mostra anche i taccuini, gli schizzi e gli appunti dello storico dell’arte Giovan Battista Cavalcaselle (Legnago, 22 gennaio 1819 – Roma, 31 ottobre 1897), restaurati per l'occasione e concessi in prestito dalla Biblioteca Nazionale Marciana, che saranno come una guida per i visitatori. Per il sindaco di Milano Giuseppe Sala, Antonello da Messina incarna anche lo spirito milanese: «È uomo rinascimentale, pienamente europeo» con uno stile «nato in Sicilia ma che ha sviluppato un dialogo con la pittura veneta e lombarda, arrivando poi a parlare agli artisti dell'intera Europa». Anche per questo Milano offre ai visitatori l'incontro con questo artista, «per ricordare a noi stessi e all'Europa chi siamo e cosa sappiamo essere quando la nostra cultura ha il coraggio di aprirsi, di competere e di confrontarsi con gli stimoli esterni», ha concluso il sindaco.
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