A Teramo un’antologica celebra Mario De Nigris il pittore partigiano

La mostra aperta fino al 7 maggio nella sala espositiva comunale Domani un convegno per ricordarne il lascito artistico e civile
TERAMO. La poesia della natura, nelle sue metamorfosi cromatiche e luministiche, è cantata nei quadri di Mario De Nigris, una pittura colta, rarefatta e raffinata, che sarà possibile ammirare di nuovo nell'antologica aperta da domani a Teramo. La mostra Nel segno di Mario De Nigris, curata da Alberto Melarangelo, Massimiliano Donatiello e Luigi La Bella, sarà inaugurata alle 12 nella sala espositiva comunale, in via Palma, dopo la conclusione del convegno Brevi appunti di lungo viaggio, in programma alle 9.30 nell'Ipogeo, in cui Melarangelo, lo storico Luigi Ponziani e il giornalista Marcello Martelli parleranno del lascito artistico, civile e morale dell’artista scomparso nel 2017 a Teramo. La doppia iniziativa è promossa da Fondazione Pasquale Celommi di Roseto, Comune di Teramo, Liceo Delfico-Montauti di Teramo.
La mostra, resa possibile dalla collaborazione delle figlie di De Nigris, Irene, Laura e Bruna, resterà allestita fino al 7 maggio (lunedì-sabato, orario 9-13.15 e 17-19), corredata da un catalogo biografico e delle opere. Ingresso libero.
Nato a Pescara nel 1923, Mario De Nigris è stato un personaggio eclettico, coraggioso e ingegnoso, artista, comandante partigiano, intellettuale, ideatore e organizzatore di importanti iniziative culturali, protese a valorizzare talento e impegno degli abruzzesi in campo artistico, sociale, civile. De Nigris è stato per venticinque anni presidente della Società di Mutuo Soccorso “Fratellanza Artigiana”, nella cui sede teramana di via del Baluardo ha dato ospitalità alle iniziative di tante associazioni culturali e con cui ha ideato e organizzato il premio Paliotto d’Oro, andato a importanti personalità teramane distintesi in ambito nazionale; tra i fondatori e per 16 anni nel direttivo del’Istituto abruzzese per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza; è stato anche co-fondatore di Teramo Nostra e della sezione teramana di Italia Nostra, impegnato con Fulvia Celommi a difendere e valorizzare i beni culturali, artistici, naturali. Dopo la licenza liceale scientifica a Milano (la famiglia si era spostata da Pescara al seguito del padre di Mario, funzionario della Società Elettrica), De Nigris si iscrisse a Roma all’Accademia del Nudo e in seguito alla facoltà di Architettura. Successivamente si diplomerà all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Sin dai tempi dell'Accademia la sua produzione artistica è stata lodata da artisti e critici di peso, Carlo Carrà, Renato Guttuso, Carlo Levi, Marino Mazzacurati, Venanzo Crocetti, Guido Montauti, Cosimo Savastano. Ha esposto in tutta Italia e in Francia, e sue opere fanno parte di importanti collezioni private.
Uomo gentile ed elegante, celava sotto i modi educati il coraggio e la determinazione che lo avevano contraddistinto come uno dei giovani capi della Resistenza nel Teramano. Come lui stesso ha raccontato nel Memoriale pubblicato nel 2012 da Spi-Cgil e lo storico e artista Sandro Melarangelo ha ricostruito nel volume La Resistenza a Teramo (D’Abruzzo Edizioni Menabò, 2013), fu comandante di un audace gruppo partigiano a Morro d’Oro (la piccola patria dove sempre Mario tornava e dove conobbe la futura moglie Silvana), una ventina di giovani, tra cui i due aiutanti Giuseppe Moscianese, ex maresciallo di Marina, e lo studente Aldo Curini, insieme ai quali rischiò la fucilazione da parte dei tedeschi. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 il sergente Mario De Nigris, come molti militari di un esercito allo sbando e senza vertici, aveva lasciato la caserma della Brigata Sassari a Monfalcone per scendere al sud a combattere per la libertà.
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