Addio a Fulvio Roiter il fotografo di Venezia che amava l’Abruzzo

Aveva 89 anni. Celebri i suoi libri-reportage in tutto il mondo Nel 1983 ha pubblicato il volume “Terra d’Abruzzo”
PESCARA. È morto, a 89 anni, il fotografo Fulvio Roiter: malato da alcuni mesi, è famoso nel mondo, fra le altre cose, per le foto di Venezia. Nel 1983 aveva dedicato all’Abruzzo un libro intitolato “Terra d’Abruzzo” frutto dei suoi viaggi nella regione che aveva frequentato fin dagli anni Cinquanta.
Roiter ha a esordito nel 1954 con un volume in bianco e nero su Venezia (Venise a fleur d’eau) e nel 1956 ha vinto la seconda edizione del Premio Nadar con il libro Ombrie, pubblicato per le èditions Clairefontaine. «Attraverso ognuna delle sue fotografie Fulvio Roiter ha parlato, ha raccontato, ha descritto, ha trasmesso emozioni. Continuerà a farlo anche adesso che ci ha lasciato, perchè i suoi scatti sono immortali e con la sua arte continuerà ad essere tra noi, nel suo Veneto, nel mondo», ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia, ricordando l’artista nato a Meolo, piccolo paese della provincia, nel 1926. «Alla sua Venezia e al suo Veneto», ha aggiunto Zaia. «Roiter ha dedicato amore, attenzione, scatti entrati nella storia, dando uno straordinario contributo a farci conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Non è certo un caso se proprio con un volume in bianco e nero su Venezia, realizzato nel lontano 1954, iniziò la sua favolosa carriera. Ci lascia un’eredità culturale, storica e artistica di valore inestimabile, per la quale non lo ringrazieremo mai abbastanza».
Ma l’obiettivo di Roiter non ha conosciuto confini regionali né nazionali. Il fotografo veneto, infatti, ha viaggiato, instancabilmente, in Persia, nel 1964, in Turchia, 1965, in Messico, 1966, in Libano, 1967, in Spagna, 1969, in Irlanda, 1970, in Louisiana e in Tunisia nel 1971. Tra il 1972 e il 1974, si è immerso nell’Africa equatoriale, con una serie di viaggi in Costa d’Avorio, dove ha realizzato un reportage in un villaggio Senufo; nello Zaire, dove fotografa le danze rituali dei Watussi e i pigmei del monte Hoyo; e in Niger, ad Agades, la porta del deserto. Da questi viaggi in Italia e all’estero sono nati i suoi libri fotografici, più di sessanta solo a contare quelli più imortanti. I funerali si svolgeranno aVenezia venerdì prossimo.
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