Addio a Mariani, l’artista del grande teatro

25 Luglio 2017

Il pittore e scultore aquilano è morto a 79 anni. Modugno lo scoprì e Berengo Gardin gli dedicò un libro fotografico

L’AQUILA. Vittorio Sgarbi cenava in una trattoria all’Aquila e vide un suo quadro appeso alla parete: «Chi lo ha dipinto?», chiese il critico d’arte. «Un pittore che lavora in via Sassa, qui vicino», gli risposero. «E’ sicuramente un grande artista», rispose Sgarbi, che poi, quell’artista aquilano, lo volle nel 2011 alla Biennale di Venezia, definendolo uno dei più grandi contemporanei d'Europa.
Marcello Mariani, pittore e scultore di fama internazionale, si è spento a 79 anni nella sua città domenica sera. «Ha lavorato senza sosta fino all'ultimo», l’annuncio della Studio Mariani Gallery, «alla ricerca incessante della forma, del colore e della libertà espressiva. Le sue opere continueranno a raccontare storie affascinanti ed enigmatiche sull'amore, gli angeli, la poesia e l'avventura. Dai segreti degli aborigeni australiani ai riti tribali del Madagascar, attraverso l'elegante raffinatezza degli affreschi e gli azzurri vibranti dei cieli d'Abruzzo». Il funerale si svolgerà questa mattina, all’Aquila, alle ore 10.30, nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, in via Sassa, a pochi passi dall’atelier aperto a tutti, in cui Mariani ha lavorato fino al sisma del 2009. L’artista riposerà nel cimitero del comune di Poggio Picenze.
Nato nel 1938, dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Napoli, allievo di Scorda e Spinsa, iniziò a lavorare al teatro San Carlo come aiuto scenografo, su impulso di Domenico Modugno. Nella sua lunga carriera, in cui è entrato in contatto con grandi artisti internazionali, ha esposto con Guttuso e Cosagra. Nel 2008, il fotografo Gianni Berengo Gardin gli ha dedicato il volume “Marcello Mariani. Percorsi di luce.”
Il maestro aquilano, figlio di Enrico Mariani, chitarrista solista nell’orchestra dell’Eiar (ora Rai), era un uomo eclettico, dal profilo rinascimentale. La sua arte, che considerava struggimento e lavoro interiore, si è arricchita di contaminazioni, grazie ai viaggi che gli hanno fatto girare il mondo, dall’Africa all’Australia. La sua carriera è stata un crescendo: da Napoli alla Parigi degli anni ’50 e ’60, attraverso la lezione di Modigliani, alle collettive romane con Burri e Fontana, la sua fama è andata affermandosi, fino all’approdo a Melbourne con le grandi personali del 1979 e 1980. Nel 2009 il ministero dei Beni culturali, con la Sovrintendenza per il Polo Museale Romano e il Museo nazionale di Palazzo Venezia, gli hanno tributato un omaggio eccezionale attraverso una mostra antologica. «Ora L'Aquila», il ricordo della senatrice Stefania Pezzopane, «non sarà più come prima. Ho amato Marcello Mariani come si ama un grande maestro d'arte e di pittura, maestro anche di vita, di stile, di aquilanità internazionale. Marcello pur essendo umile e raffinato, ha riempito con la sua esistenza complessa e le sue opere la vita della nostra comunità». Alla famiglia è arrivato il cordoglio del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e del consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. Kiasma Abruzzo e Casa Museum hanno aperto già nel pomeriggio di ieri una collettiva a lui dedicata, con l'esposizione di una quarantina di lavori.
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